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Politica

FEDERALISMO/ Antonini: dalla "spesa storica" ai "costi standard", così elimineremo gli sprechi

Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri il secondo decreto di attuazione sul federalismo fiscale. Dopo il federalismo demaniale, ora tocca ai fabbisogni standard di Province e Comuni. Un passaggio importante che porta con sè alcune novità, come ci spiega LUCA ANTONINI

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri il secondo decreto di attuazione sul federalismo fiscale. Dopo il federalismo demaniale, ora tocca ai fabbisogni standard di Province e Comuni. La road map dell’attuazione del federalismo fiscale vede quindi in pole position gli Enti locali che a breve vedranno arrivare anche il decreto sull’imposta municipale, che permettendo il recupero dell’evasione e il recupero del sommerso è destinato a consentire un recupero importante di risorse, razionalizzando anche la questione dei due milioni di immobili fantasma che esistevano nel nostro Paese.

Lo schema di decreto legislativo approvato dal Governo costituisce una tappa importante destinata a risolvere un problema che il nostro sistema si porta dietro da troppo tempo. In Italia, infatti, sono più di vent’anni che si tenta invano di superare il criterio della spesa storica, in base al quale decine di miliardi di trasferimenti statali sono stati assegnati in base alla spesa sostenuta nel passato.

Il criterio della spesa storica è infernale: più spendi e più sei premiato, realizzando così una sorta di incentivo all’inefficienza. Il criterio del fabbisogno standard è invece diretto a identificare il costo efficiente di un servizio, che diventa il parametro in base al quale rapportare le risorse finanziarie autonome.

La novità del decreto approvato ieri - e che offre buone speranze di non incorrere nell’ennesimo fallimento - sta nella nuova metodologia innovativa che viene applicata. In passato si è sempre fallito quando si è cercato di colpire gli sprechi, ovvero la cosiddetta spesa sovra standard: ad esempio un Comune utilizza 2 persone per erogare un certo servizio e un altro, di dimensioni analoghe e per lo stesso tipo di servizio ne impiega 15 senza giustificazione economica.