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SCENARIO/ Alla "rivoluzione" di Berlusconi bastano 4 mosse

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Le intercettazioni così come sono state riscritte sono, con il loro minimalismo, figlie di questa impostazione. Ma allora non serve lamentarsi del loro contenuto, come fa Berlusconi, se di più questo governo, con il fido suo ministro Alfano, non è in grado di strappare non tanto alla finiana presidente della Commissione Giustizia Giulia Bongiorno, quanto alle prerogative degli organi che vigilano sul rispetto di una Costituzione che questo governo non si mostra in grado di modificare.

A poco serve, insomma, aizzare i retroscenisti su quello che questo governo vorrebbe fare, se poi sulla scena vera non c’è la forza, la tenacia e la capacità di mettere insieme i pezzi per cambiare le cose. Chi vuole cambiarle davvero, si adoperi allora per una pace che sia la più ampia e allargata possibile, invece di compiacere il capo nel suo fortino, dove si fanno congetture ma non si decide un bel nulla. Non da soli, almeno. Ci provano i soli Gianni Letta e Gianni Alemanno, ma le loro restano, autorevoli, voci solitarie.

Non va bene neanche così? Allora non resta che tornare all’ipotesi uno, i Promotori schierati all’assalto dei Palazzi del potere. E non è detto che di questo passo non ci si arrivi per davvero.

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