PDL/ Verdini interrogato per nove ore. Urso: lasci il partito come ha fatto con la banca
martedì 27 luglio 2010
PDL - DENIS VERDINI INTERROGATO - Il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, è stato interrogato ieri dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal pm Rodolfo Sabelli per ben 9 ore. Le accuse ipotizzate a carico di Verdini riguardano l'appoggio che avrebbe dato al comitato d'affari che faceva riferimento all’imprenditore Flavio Carboni, arrestato nelle scorse settimane.
«Il presidente - ha spiegato al termine dell'udienza l'avvocato Coppi - ha negato di aver preso parte all'associazione segreta denominata P3, così come ha negato di aver esercitato pressioni perché sulla vicenda dell’eolico venisse nominato Ignazio Farris alla presidenza dell’Arpas Sardegna».
Verdini ha poi voluto rispondere alla richiesta di Fini, secondo la quale chi è indagato dovrebbe lasciare il partito: «È una richiesta largamente impropria e penso di non avere nessun motivo per dimettermi. Al momento sono solo indagato, ci sono tre gradi di giudizio, bisogna ascoltare anche la difesa. Ciò vale per Fini e per quelli come lui».
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Verdini si è però dimesso dal ruolo di presidente del Credito cooperativo fiorentino (Ccf) e da componente del consiglio di amministrazione della banca. Per solidarietà nei suoi confronti, nel pomeriggio di lunedì l'intero cda ha deciso di dimettersi, «condividendo pienamente le argomentazioni contenute nella sua lettera».
«Credo che la stessa sensibilità Verdini debba manifestarla anche nei confronti del partito, e per le stesse motivazioni che lo hanno spinto a dimettersi da presidente della Banca del Credito Cooperativo Fiorentino». Parola di Adolfo Urso. La battaglia interna al Pdl continua.
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