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IL CASO/ Del Noce spiega perché il comunista Vendola è il "becchino" degli operai

NichiVendola_R375.jpg (Foto)



“Sono una persona di una sobrietà totale”, dice Vendola nell’intervista, cioè, appunto, borghese, ma borghese “illuminato” che, insieme alle forze progressiste, identifica il “nemico della rivoluzione” nella delnociana “tradizione creatrice”, quella che non nega la tradizione pur nel mutare delle circostanze storiche. Dall’alleanza del marxismo con la borghesia illuminata, il suicidio della rivoluzione.

In tutto questo l’antica predilezione per la “classe operaia” (termine che ha sostituito i “poveri” del linguaggio cristiano) viene ribadita con grandissima forza in tutte le dichiarazioni pubbliche, con straordinaria passione e trasporto, ma alla fine, come nella vicenda di Pomigliano, i lavoratori diventano delle icone che devono difendere, sì, la “dignità del lavoro”, ma insieme anche la Costituzione e dimostrare che è possibile “un’alternativa a Berlusconi”.

La scelta tra il “sì” e il “no” al contratto proposto dalla Fiat diventa così non una battaglia per la difesa di “quel” posto di lavoro, ma diventa un voto politico e, come tale, trasforma le persone in difensori della democrazia. Così, nel caso (probabile) in cui non riuscisse a ottenere la leadership del partito avrà buon gioco nel sostenere che a tradirlo è stata una classe operaia ancora “arretrata” e quella parte di mondo cattolico “oscurantista”. Entrambi da educare.

Un’ansia di “liberazione” che non lo poteva portare ad altro che ad attaccare il Meeting di Rimini, “decisivo per la semina che porta alla vittoria culturale della destra”. Ma, nello stesso tempo, non potendolo assimilare, perché “tradizionalista”, lo vorrebbe imitare, tanto che le “Fabbriche di Nichi” dovrebbero diventare, disse in un’altra intervista “l’equivalente del Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini” nelle quali, però, la trascendenza viene sostituita dal progresso e la testimonianza sostituita dal “dovere”.
 

 


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COMMENTI
29/07/2010 - Del Noce e Gramsci (attilio sangiani)

In un opuscolo,che Del Noce mi donò con dedica,ricorda che Gramsci profetizzò che i cattolici (c.d. democratici ) avrebbero fatto da "apripista" alla rivoluzione comunista. Intanto,però, ( commenta Del Noce )la Rivoluzione avrebbe maturato la metamorfosi libertina,come era già evidente,tanto che il P.C.I. era diventato,anche con Berlinguer,un "partito radicale di massa",approvando le leggi di divorzio,aborto,..... La sempre più minuscola pattuglia di ex democristiani della corrente di base,rimasti come "adulti" nel PD attuale rende attuale la profezia di Gramsci. Sarà grazie a loro se la sinistra "libertina" riprenderà il potere. Vendola ci conta: non per niente è corregionale di Aldo Moro.....

 
29/07/2010 - IL BECCHINAGGIO E' UN MESTIERE DEGLI SFRUTTATORI (GIUSEPPE PIGLIAPOCO)

A mia memoria non ricordo che quando ha governato la sinistra gli operai abbiano mai avuto almeno un aumento di stipendio . Per non far saltare gli equilibri e per mantenere la sensazione del buon governo la CGIL ha sempre tenuto calmi gli operai tanto che la grande industria quasi quasi preferiva la sinistra a Berlusconi in cui poi la CGIL avrebbe organizzato il caos sindacale. Condivido l'articolo perchè è noto che la sinistra ed i suoi politici ed amministratori , per creare a se stessi un seguito ed una credibilità , non hanno mai saltato una processione o un pellegrinaggio. E' una farsa tesa ad ingannare elettoralmente anche i preti .E' inconciliabile predicare l'ateismo , l'aborto e quant'altro da iun lato e dall'altro seguire le prediche dei sacerdoti. Vendola e company sono dei campioni di libertà camaleontica . Il brutto è che a questo sistema fanno da contraltare molti magistrati sui quali andrebbe eseguito un dossieraggio sul loro operato ,guidato da qualche giornale (in quanto non potrebbe non essere gigantesco), da portare al vaglio della Corte Internazionale per i crimini contro l'Umanità . Avv. Giuseppe Pigliapoco - Macerata