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PDL/ Fini offre la tregua a Berlusconi sul Foglio, ma è troppo tardi

"Resettare tutto, senza risentimenti", parola di Gianfranco Fini che, dalle colonne de Il Foglio, prova a offrire una tregua a Silvio Berlusconi. Sembra però davvero molto tardi

Finicontrario_R375.jpg (Foto)

IL FOGLIO - FINI OFFRE LA TREGUA A BERLUSCONI, MA E' TARDI - "Resettare tutto, senza risentimenti", parola di Gianfranco Fini che, dalle colonne de Il Foglio, prova a offrire una tregua a Silvio Berlusconi.

Lo scontro tra i due sembra durare da una vita, ma le voci di una rottura imminente non sono mai state così insistenti. Berlusconi ed io non abbiamo il dovere di essere o di sembrare amici, ma dobbiamo onorare un impegno politico ed elettorale. Per questo ci tocca il compito di deporre pregiudizi, di mettere da parte carattere e orgoglio. E' l'unica via per evitare che una deflagrazione senza senso si porti via la credibilità del centrodestra".

Parole inedite, forse inaspettate, dopo mesi di accuse reciproche tra i due co-fondatori del Pdl, alimentate dalle rispettive truppe di fedelissimi: "Non ci sarebbero - continua il Presidente della Camera - né vincitori, né vinti, alla fine della mattanza. Discutiamo le questioni politiche con spirito liberale".

L'ex leader di An tocca poi un tema delicato come la "questione morale" su cui i finiani hanno insistito molto proprio in questi giorni chiedendo le dimissioni di Verdini dal partito (e ipotizzando addirittura, come ha fatto Granata, trame oscure in difesa della mafia). "Garantismo e legalità non sono in conflitto - dice Fini -. La mia solidarietà verso chiunque sia colpito da gogna mediatica e da accanimenti palesi è di antica data, e resta intatta".