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PDL/ Pronto documento politico contro Fini e le sue truppe

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IL FOGLIO - FINI OFFRE LA TREGUA A BERLUSCONI, MA E' TARDI - "Resettare tutto, senza risentimenti", parola di Gianfranco Fini che, dalle colonne de Il Foglio, prova a offrire una tregua a Silvio Berlusconi.

Lo scontro tra i due sembra durare da una vita, ma le voci di una rottura imminente non sono mai state così insistenti. Berlusconi ed io non abbiamo il dovere di essere o di sembrare amici, ma dobbiamo onorare un impegno politico ed elettorale. Per questo ci tocca il compito di deporre pregiudizi, di mettere da parte carattere e orgoglio. E' l'unica via per evitare che una deflagrazione senza senso si porti via la credibilità del centrodestra".

Parole inedite, forse inaspettate, dopo mesi di accuse reciproche tra i due co-fondatori del Pdl, alimentate dalle rispettive truppe di fedelissimi: "Non ci sarebbero - continua il Presidente della Camera - né vincitori, né vinti, alla fine della mattanza. Discutiamo le questioni politiche con spirito liberale".

L'ex leader di An tocca poi un tema delicato come la "questione morale" su cui i finiani hanno insistito molto proprio in questi giorni chiedendo le dimissioni di Verdini dal partito (e ipotizzando addirittura, come ha fatto Granata, trame oscure in difesa della mafia). "Garantismo e legalità non sono in conflitto - dice Fini -. La mia solidarietà verso chiunque sia colpito da gogna mediatica e da accanimenti palesi è di antica data, e resta intatta".

Nella lunga lotta tra i due leader questa intervista segna l'ennesimo colpo di scena. La partita resta aperta, anche se la resa dei conti sembra comunque davvero vicina.

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COMMENTI
29/07/2010 - fronda antica (attilio sangiani)

è sbagliato credere che la fronda di Fini sia recente,alimentata dalla c.d."questione morale" o da concorrenza interna al partito. In realtà è molto antica e riguarda punti qualificanti del PdL. Valga il vero: 1)quando venne chiesto il referendum sulla legge 40/04 Fini raccomandò di abrogarne alcune norme qualificanti,così da svuotare la legge stessa ; quando si cominciò a discutere la legge sul "fine vita" ed il relatore insistette sul punto di considerere alimentazione ed idratazione semplici cure alla persona da non interrompere mai,Fini si levò a domandarsi se,a questo punto,il progetto del PdL non fosse da "Stato etico".quando,invece,si trattava di riconoscere un legge etica naturale universale, ( "non uccidere un innocente" )e non "creare" una norma in contrasto con la la legge morale naturale. Semmai proprio Fini proveniva da una cultura ( quella fascista) da autentico "Stato Etico". Quando il Governo sottopose al Capo dello Stato un decreto legge per salvare Eluana Englaro da morte certa comminata per via giudiziaria,Fini non fece nulla per convincere Napolitano. Si tratta,quindi,di un conflitto radicato su basi valoriali e non tanto su fatti contingenti o caratteriali. Se Berlusconi pensa di espellere Fini,a mio parere dovrebbe ben evidenziare le ragioni,per non perdere il sostegno dell'elettorato cattolico.