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PDL/ Berlusconi: Abbiamo i numeri per andare avanti. Fini impari da Pertini e si dimetta

Lo scontro tra Berlusconi e Fini continua alla distanza. Berlusconi ha replicato poco fa alla conferenza stampa di Fini, nella quale ha annunciato che non lascerà la Presidenza della Camera

Berlusconi_Non_molloR375.jpg (Foto)

CRISI PDL - FINI NON LASCIA LA PRESIDENZA,  BERLUSCONI REPLICA: Lo scontro tra Berlusconi e Fini continua. Dopo il documento di sfiducia dell'ufficio di presidenza Pdl di ieri Gianfranco Fini ha organizzato una conferenza stampa per ribadire che rimarrà al suo posto e che la Presidenza della Camera non è in discussione.

Non si è fatta attendere la replica di Berlusconi che poco fa ha dichiarato: «Abbiamo i numeri per andare avanti, così come abbiamo ben chiaro il programma da completare e, grazie a questa scelta sofferta ma necessaria, siamo nelle condizioni di governare più sereni e nella chiarezza».

Il premier ha voluto rispondere ai "finiani", secondo cui nessun presidente della Camera ha dato mai le dimissioni: «Anche qui non hanno detto il vero. Nel luglio del 1969, verificatosi una situazione di divisione analoga nel Partito Socialista con la sinistra socialista, il presidente Pertini, che era un grand'uomo e che aveva aderito alla sinistra, ritenne doveroso dimettersi. Spero che Pertini possa insegnare a qualcuno il modo in cui ci si debba comportare».

«Fini e quei deputati che l'hanno seguito, hanno dimostrato di essere lontanissimi dalla nostra cultura liberale. Nello stesso tempo, con il pretesto del diritto di critica, un diritto scontato nel nostro movimento perchè davvero non c'è altra compagine in cui sia più libera la discussione e la proposta, hanno cercato di riportare in vita i metodi peggiori della Prima Repubblica, dalla divisione in correnti fino alla mediazione continua che paralizza tutto, e hanno iniettato nel nostro movimento il virus della disgregazione. Se questo tentativo avesse avuto successo, sarebbe stato vanificato il significato stesso del Popolo della libertà: una politica nuova, ispirata direttamente dal popolo in stretto contatto con il suo leader, una politica basata sulla moralità del fare, sulle riforme, sulle grandi battaglie di libertà». 

 

 

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