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SCENARIO/ 1. Folli: Berlusconi caccia Fini, ma rischia l'autogol

L’ufficio di presidenza del Pdl ha approvato un documento molto critico nei confronti di Fini, nel quale vengono deferiti ai probiviri tre finiani come Italo Bocchino, Carmelo Briguglio e Fabio Granata. Berlusconi e Fini sono a un passo dalla resa dei conti. L'intervista a STEFANO FOLLI

berlusconi_preoccupato1R375.jpg (Foto)

L’ufficio di presidenza del Pdl, con 33 voti favorevoli su 36, ieri sera ha approvato un documento molto critico nei confronti di Fini, nel quale vengono tra l’altro deferiti ai probiviri tre componenti della minoranza finiana come Italo Bocchino, Carmelo Briguglio e Fabio Granata.

Il testo, di sei pagine, è stato letto dallo stesso Silvio Berlusconi nella conferenza stampa che ha chiuso una giornata di indiscrezioni sull’ipotetica scissione del Popolo della Libertà.

Il premier, fin dal mattino, aveva fatto capire di non voler accettare la tregua offertagli in extremis da Gianfranco Fini dalle colonne de Il Foglio di Giuliano Ferrara (“resettare tutto, senza fraintendimenti”).

Se però il deferimento dei finiani che più si erano contraddistinti nella polemica interna non ha sorpreso nessuno, in molti non si aspettavano una così chiara sfiducia del partito verso l’operato di Fini come terza carica dello Stato: «Viene meno la fiducia del Pdl - recita il documento - nei confronti del ruolo di garanzia di Presidente della Camera indicato dalla maggioranza che ha vinto le elezioni». Su questo punto delicatissimo il premier ha poi dichiarato di lasciare «che siano i membri del Parlamento ad assumere iniziative al riguardo».

«Al momento  - dice Stefano Folli a IlSussidiario.net - abbiamo l’ennesima conferma di ciò che sappiamo da diverso tempo: Berlusconi e Fini sono agli antipodi e al momento, ancora separati in casa. La svolta sembra davvero vicina, ma si realizzerebbe solo se nascesse davvero un nuovo partito guidato da Fini. Lo scenario cambierebbe completamente e solo a quel punto si potrebbero valutare effettivamente le conseguenze, a mio parere del tutto negative, per la maggioranza e per il governo».

Ci sono ancora i margini per un insperato compromesso tra i co-fondatori del Pdl?


La ricerca di un compromesso non sembra certo all’ordine del giorno. Se però oggi Fini si limitasse  a dire che il deferimento è una grossa prevaricazione, rispondesse sul piano politico alle pesanti accuse e non considerasse la censura politica di ieri una ragione valida e sufficiente per andarsene, saremmo ancora al punto di partenza.

Nell’intervista del Presidente della Camera a Il Foglio si poteva leggere la consapevolezza di aver tirato troppo la corda e la voglia di provare a rimediare?


 


COMMENTI
31/07/2010 - commento (stefano mercadini)

non si sà bene come finirà questa vicenda frà berlusconi e fini, ma una cosa è certa il presidente della camera che guidava un partito del 10% (alleanza nazionale) ora si ritrova con un manipolo di fedeli, in grado certamente di mettere in crisi il governo, ma con idee poco chiare sul dopo e sopratutto terorizzati dal voto anticipato che metterebbe fini al cospetto dei numeri e allora il suicidio sarebbe completo, quindi punterà ad un governo di larghe intese, con la scusa della crisi della legge elettorale ecc..giusto il tempo per organizzare il nuovo partitino, e cercare nuove alleanze con: casini, rutelli e parte dei moderati del pd. insomma un pollaio di circa il 10% forse (giusto come la vecchia alleanza nazionale) con l'aggiunta di diversi galletti.!! pronti a beccarsi per decidere il leader. ecco questo sarà il risultato Grazie, on. Gianfranco FINI

 
30/07/2010 - ANCHE L'AUTOGOL FA PUNTEGGIO (celestino ferraro)

Insomma, che cosa avrebbe dovuto fare Berlusconi? Tenersi in rassegnazione la presenza di questo vanitoso nemico al suo fianco impossibilitato a governare? Cioè abbandonare il potere per le bizze autolesive dello "SCORPIONE"? (La rana e lo scorpione). Ma caschi pure il mondo. Sansone passò alla leggenda non per la forza nei capelli, ma per il coraggio di aver saputo morire con tutti i filistei. Anche saper morire è un nobile eroismo. Celestino Ferraro ps- Berlusconi non avrebbe mai dovuto portarselo appresso. Cofondatore per modo di dire, "Ha goduto sempre del cocco ammunnato e bbuono" modo di dire napoletano). Celestino Ferraro