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SCENARIO/ 1. Folli: Berlusconi caccia Fini, ma rischia l'autogol

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Io ci ho letto la volontà di continuare a tirare la corda, ma dall’interno del Pdl. Se da un lato siamo a un passo dalla rottura, dall’altro credo comunque che su ciò che potrà succedere nelle prossime ore influirà soprattutto la reale forza di cui può disporre Gianfranco Fini, più che la volontà dei due leader.

Cosa intende?

Se i deputati pronti a seguire Fini fossero davvero 30, la maggioranza, tenendo conto anche del gruppo dei dissidenti di Lombardo, non ci sarebbe più (i deputati finiani che avrebbero già firmato una lettera di dimissioni dal gruppo parlamentare del Pdl della Camera sarebbero già 34 ndr).
Se invece il Presidente della Camera avesse dalla sua parte solo una manciata di parlamentari pronti a rischiare con lui Berlusconi farebbe bene a tirare dritto verso la scissione, al di là dei problemi tecnici e burocratici dell'operazione.

Nei giorni scorsi si è parlato però di una “campagna acquisti” del Presidente del Consiglio che permetterebbe al governo di sopravvivere comunque a questa eventuale emorragia…


Mi sembra sinceramente un ritornello sentito troppe volte e che non ha mai portato a grandi risultati. È un argomento teorico che Berlusconi ha usato spesso anche nei confronti dell’Udc. Non mi sembra però che Casini negli ultimi tempi abbia perso poi così tanti deputati. Forse è tardi per annunciare queste contromosse.

Le espulsioni di Bocchino, Granata e Briguglio sono invece cosa fatta?


Il deferimento ai probiviri è una cosa diversa dall’espulsione che, anche per ragioni di ordine tecnico, può essere molto più complicata di quanto sembri. Stiamo parlando poi di un organismo di partito che non si è mai riunito e che potrebbe essere convocato addirittura per settembre.

Berlusconi rischia perciò di incassare una vittoria simbolica che però potrebbe ritorcersi contro di lui e contro il governo?

 


 
 

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COMMENTI
31/07/2010 - commento (stefano mercadini)

non si sà bene come finirà questa vicenda frà berlusconi e fini, ma una cosa è certa il presidente della camera che guidava un partito del 10% (alleanza nazionale) ora si ritrova con un manipolo di fedeli, in grado certamente di mettere in crisi il governo, ma con idee poco chiare sul dopo e sopratutto terorizzati dal voto anticipato che metterebbe fini al cospetto dei numeri e allora il suicidio sarebbe completo, quindi punterà ad un governo di larghe intese, con la scusa della crisi della legge elettorale ecc..giusto il tempo per organizzare il nuovo partitino, e cercare nuove alleanze con: casini, rutelli e parte dei moderati del pd. insomma un pollaio di circa il 10% forse (giusto come la vecchia alleanza nazionale) con l'aggiunta di diversi galletti.!! pronti a beccarsi per decidere il leader. ecco questo sarà il risultato Grazie, on. Gianfranco FINI

 
30/07/2010 - ANCHE L'AUTOGOL FA PUNTEGGIO (celestino ferraro)

Insomma, che cosa avrebbe dovuto fare Berlusconi? Tenersi in rassegnazione la presenza di questo vanitoso nemico al suo fianco impossibilitato a governare? Cioè abbandonare il potere per le bizze autolesive dello "SCORPIONE"? (La rana e lo scorpione). Ma caschi pure il mondo. Sansone passò alla leggenda non per la forza nei capelli, ma per il coraggio di aver saputo morire con tutti i filistei. Anche saper morire è un nobile eroismo. Celestino Ferraro ps- Berlusconi non avrebbe mai dovuto portarselo appresso. Cofondatore per modo di dire, "Ha goduto sempre del cocco ammunnato e bbuono" modo di dire napoletano). Celestino Ferraro