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SCENARIO/ Folli: solo un "governo" Napolitano può salvare Berlusconi

Pubblicazione:lunedì 5 luglio 2010

Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano (Imagoeconomica) Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano (Imagoeconomica)

 

Sì, se Berlusconi prende in mano la situazione e riesce a gestire politicamente la frattura. Non credo che il centrodestra sia così folle da aprire una crisi di governo sulla manovra economica, anche se in politica non si può escludere nulla. In realtà il principale errore di queste settimane, o di questi mesi, è di aver incentrato tutta l’azione politica  sulle intercettazioni, quando invece i grandi temi politici del paese erano altri: la manovra economica, e la capacità di legare la manovra economica ad un programma di riforme economico e sociale adeguato alla crisi del momento.

 

Pare che Berlusconi abbia in mente una svolta, una sorta di «predellino 2» per rilanciare il Pdl e rompere con Fini. Il blitz può riuscire ancora?

 

Non credo, perché certe operazioni si possano fare una volta sola. Il primo «predellino» mise fuori gioco Casini e tenne dentro Fini, ma dubito che un nuovo predellino fatto soltanto per escludere possa funzionare. Mi pare che ci voglia qualcosa di nuovo più che la ripetizione di operazioni che forse hanno avuto successo nel passato, e dico «forse» perché il Popolo della libertà nato in piazza San Babila non è mai veramente nato come partito dotato di una classe dirigente e capace di interpretare la società,ma solo come proiezione del suo leader.

 

Quella di questi ultimi tempi è secondo lei la prima vera crisi del politico Berlusconi, come da un po’ di tempo dicono diversi commentatori?

 

L’importante è rendersi conto che le leadership hanno una loro parabola e un arco temporale durante il quale si consumano. Berlusconi è sulla scena da 16 anni ed è evidente che il suo carisma personale e politico è ancora grande, ma non sarà infinito. Ecco perché avrebbe dovuto già da qualche anno pensare a costruire un partito del centrodestra che fosse in condizioni di non rivolgersi sempre e soltanto a lui per ricomporsi.

 

Scartato il nuovo «predellino», cosa dovrebbe fare Berlusconi?

 

La linea alternativa secondo me è una sola: primo, ritrovare un punto di incontro col Quirinale, mettendo da parte la questione intercettazioni per qualche mese. Poi affrontare il caso Brancher, ancora aperto, sul quale il Capo dello Stato è molto irritato. Occorre risolverla al più presto, anche in vista del voto di sfiducia in Parlamento. Infine Berlusconi deve cercare di comporre i punti di maggior contrasto, che ci sono e sono profondi, all’interno della coalizione. Comporli, o trovare una forma politica per cercare di dirimere la questione.

 

Che cosa intende?

 

Un’ipotesi potrebbe essere quella di convocare un congresso in autunno in cui ognuno si assume le sue responsabilità per cercare di soddisfare le principali componenti; oppure ci si separerà, se questo è inevitabile.

 

Torniamo alle intercettazioni. Per il Quirinale è solo una questione di rinvio, o anche di sostanza per un provvedimento che continua a suscitare violente critiche al governo?

 

Clicca >> qui sotto per continuare l’intervista

 

 

 


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COMMENTI
05/07/2010 - I FINI DI UN UOMO DI STATO (celestino ferraro)

Un uomo di Stato, cioè un uomo il cui senso dello Stato è il fondamento della sua azione di governo, se ne andrebbe mai in giro ostentando la sua arroganza nei confronti di Berlusconi capo del governo e suo Pigmalione? Un alleato della prima ora (non da Via Paolo da Cannobbio), cofondatore del PdL del “predellino”, fruitore di onori e potere che mai avrebbe sognato nel suo obsoleto MSI all’acqua di Fiuggi, è corretto che non perda occasione per guasconate che sfidano Berlusconi a cacciarlo dal Partito? Il presidente della Camera, eletto con i voti del centrodestra al seggio di Montecitorio, può ergersi ad antiberlusconiano osannato dal centrosinistra che a momenti gli affida la leadership dell’opposizione? Ma al di là di quello che possono fare i diessini (gli sparpagliati del “Pappagone” televisivo), cosa rimprovera il Fini a Berlusconi che già non gli fosse noto? Il CONFLITTO d’INTERESSI? LEGGI AD PERSONAM? Leggi razziali? Di leggi razziali di quest’ultimo biennio, si ricorda la “Bossi-Fini”, crudele legge antimmigrati che nella “Bossi-Fini” ha incontrato tutta la durezza di un razzismo incurante della fame di migliaia di derelitti extracomunitari. Allora? Quale azione di governo Fini rimprovera a Berlusconi che l’abbia tanto indignato da autorizzarlo a farsi nemico di Berlusconi? Può un uomo di Stato (questo è il rischio che italianamente corriamo) smargiassare la sua autorevolezza di III carica dello Stato, in proprio, e affidarsi all’e

 
05/07/2010 - I FINI DI UN UOMO DI STATO (celestino ferraro)

Un uomo di Stato, cioè un uomo il cui senso dello Stato è il fondamento della sua azione di governo, se ne andrebbe mai in giro ostentando la sua arroganza nei confronti di Berlusconi capo del governo e suo Pigmalione? Un alleato della prima ora (non da Via Paolo da Cannobbio), cofondatore del PdL del “predellino”, fruitore di onori e potere che mai avrebbe sognato nel suo obsoleto MSI all’acqua di Fiuggi, è corretto che non perda occasione per guasconate che sfidano Berlusconi a cacciarlo dal Partito? Il presidente della Camera, eletto con i voti del centrodestra al seggio di Montecitorio, può ergersi ad antiberlusconiano osannato dal centrosinistra che a momenti gli affida la leadership dell’opposizione? Ma al di là di quello che possono fare i diessini (gli sparpagliati del “Pappagone” televisivo), cosa rimprovera il Fini a Berlusconi che già non gli fosse noto? Il CONFLITTO d’INTERESSI? LEGGI AD PERSONAM? Leggi razziali? Di leggi razziali di quest’ultimo biennio, si ricorda la “Bossi-Fini”, crudele legge antimmigrati che nella “Bossi-Fini” ha incontrato tutta la durezza di un razzismo incurante della fame di migliaia di derelitti extracomunitari. Allora? Quale azione di governo Fini rimprovera a Berlusconi che l’abbia tanto indignato da autorizzarlo a farsi nemico di Berlusconi? Può un uomo di Stato (questo è il rischio che italianamente corriamo) smargiassare la sua autorevolezza di III carica dello Stato, in proprio, e affidarsi all’e