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SCENARIO/ Altro che Fini, e se fosse Berlusconi a lasciare il Pdl?

Stabilità o instabilità, maggioranze risicate, governo di larghe intese, nuovi partiti, nuove elezioni. Come dice UGO FINETTI, i possibili scenari del futuro ruotano attorno al difficile rapporto Berlusconi-Fini

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Stabilità o instabilità, possibilità di interventi efficaci, maggioranze risicate, governo di larghe intese, nuovi partiti, nuove elezioni: tutto sembra possibile e tutto ruota ormai intorno allo scioglimento del nodo che riguarda i rapporti tra i cofondatori del Pdl. È prevalente l’auspicio di un’intesa o comunque di una tregua. Ma in politica ogni accordo è possibile salvo il caso in cui uno dei soggetti fonda le proprie fortune sulla sfortuna dell’altro e non vede altra via di ascesa se non la discesa altrui.

È questo il caso Fini-Berlusconi? Certamente il Presidente della Camera ha motivi di lamentela a cominciare dal fatto che Berlusconi ha interpretato la scelta dell’ex leader di An di salire al vertice di Montecitorio come una volontà di Fini di costruirsi un’immagine di statista crescendo sul piano istituzionale e quindi non più co-leader del governo.

Questa "istituzionalizzazione" di Fini ha determinato automaticamente due fenomeni devastanti per la componente ex An: da un lato Gianfranco Fini ha dovuto assumere un atteggiamento più defilato e non appiattito sulla politica governativa proprio in osservanza del suo ruolo di garante credibile anche per le opposizioni e dall’altro i suoi seguaci in seno al partito e al governo sono diventati obiettivamente "orfani" di una leadership tallonante e quotidiana facendosi assorbire dalla guida berlusconiana in cui trovavano direttamente, senza mediazioni, ispirazione, incoraggiamento, riscontro e protezione.

Ma all’origine della sostanziale cooptazione di An nel berlusconismo c’è la responsabilità personale proprio di Fini. Probabilmente ha commesso errori non evitabili, ma il ridimensionamento di Fini nell’ambito del Pdl è la logica conseguenza di due suoi errori o difetti. Se An - soprattutto il suo elettorato - è "facile preda" di Berlusconi ciò è la conseguenza del fatto che da Fiuggi in poi - e cioè da quando Fini ha rotto con l’identità e la tradizione del Movimento Sociale Italiano di Giorgio Almirante - non è però stato capace di individuare l’ancoraggio di dirigenti ed elettori a un altro sistema di valori forti.