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GIORNALI/ 2. Mannino: le intercettazioni hanno creato uno stato di polizia

Calogero Mannino Calogero Mannino



Molto peggio, siamo già al di là, ma questo è solo uno degli aspetti della decomposizione delle strutture dello Stato che sono poi culminate nelle vicende di Tangentopoli e Mafiopoli. Parlo di quella “rivoluzione giudiziaria” che ha dato poteri eccedenti alla giustizia italiana. Questo è il vero problema, che neanche Berlusconi sembra in grado di risolvere.

Il premier ha fatto di questa legge una battaglia personale, perché secondo lei non è in grado di ridimensionare questi “poteri eccedenti”?

Secondo me Berlusconi è un grandissimo comunicatore, ma un pessimo governante. Sui problemi della giustizia ha raccolto una parte significativa del suo consenso. Il tema, infatti, è sentito da tutti gli strati della società italiana. Purtroppo però ha sempre sbagliato passo, forse perché ha avuto la visione deformata dai propri problemi personali. Se io affronto i problemi della giustizia devo però sforzarmi di ragionare al netto delle mie personali esperienze. Per carità, sono presenti in me, ma se non le oggettivizzo commetto un grave errore.

Seguendo il suo ragionamento questa maggioranza non è in grado di risolvere il problema della giustizia?


Penso che sia ormai fuori tempo. La maggioranza è stata eletta dai cittadini, ma non è in grado di risolvere la situazione. Proprio su questo tema sono emerse profonde divisioni. L’Italia purtroppo ha ancora i problemi del ‘92 e ’93, aggravati e complicati dal tempo.

C’è ancora lo spazio per migliorare la legge?

Sinceramente converrebbe ritirarla e far decantare la situazione. Anche nel Pd c’è qualcuno che si pone il problema della disciplina delle intercettazioni in un modo costruttivo. La maggioranza non dovrebbe avere pregiudiziali.
Oggi il Paese ha problemi più gravi da risolvere. Rimettiamoci al lavoro in ottobre e ricominciamo da capo. Mi sembra l’unica via d’uscita.

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