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FRANCESCO COSSIGA/ Picconate, tutti i «capolavori» del presidente merito

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LE PICCONATE CELEBRI DI FRANCESCO COSSIGA – Picconatore, Francesco Cossiga amava definirsi così ed è con questo soprannome che passerà alla storia. Restano famose le sue battute su Occhetto, «lo zombie coi baffi», o Violante, «il piccolo Vishinski» (pronunciata nel 1991, in risposta all'allora esponente del Pds).


«Adesso gli scherzi sono finiti», disse, è arrivato il tempo delle «picconate», come lui stesso le definì il 23 marzo 1991. Annunciando, alla presentazione del libro Cossiga, uomo solo di Paolo Guzzanti, l’intenzione di continuare a dare «ancora picconate a questo sistema» che dopo di lui «non potrà più essere restaurato, ma dovrà essere cambiato». «Facevo parte di una formazione di giovani democristiani armati – raccontava il Picconatore -, armati dall'arma dei carabinieri, per difendere le sedi dei partiti e noi stessi nel caso che i comunisti, perdute le elezioni, avessero tentato un colpo di Stato».
 

E il Picconatore ne aveva per tutti. Di Achille Occhetto, il 22 gennaio 1992, in risposta al Pds che lo attaccava «sul piano Solo, P2, su golpismo e impeachment», disse che aveva il potere di far rivivere «le cose più abbiette e più volgari del paleo-stalinismo».

 

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