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FRANCESCO COSSIGA/ Picconate, tutti i «capolavori» del presidente merito

Pubblicazione:mercoledì 18 agosto 2010

Cossiga_FrancescoR375.jpg (Foto)

Neanche Berlusconi si salvò dai suoi affondi: «E’ il nuovo De Gasperi – disse il Picconatore -? Io allora sono il nuovo Carlo Magno» (in risposta a don Gianni Baget Bozzo che, il 18 aprile 1998, lo esaltava).


Battute brucianti del Picconatore anche contro l'allora responsabile della giustizia dei Ds, Pietro Folena, «quando lo vedo - riferì ai giornali il 22 giugno 1998 - penso sempre a quanto ha perduto la moda e quanto poco ha guadagnato la politica. Con la sua eleganza, la sua finezza, è chiaramente un mancato indossatore».
 

Con picconate che, non di rado,Cossiga rivolgeva anche contro se stesso. Sul caso Moro, 15 febbraio 2001, riconobbe: «Ho concorso ad uccidere o a lasciar uccidere Moro quando scelsi di non trattare con le Brigate Rosse e lo accetto come mia responsabilità, a differenza di molte anime candide della Dc».
 

Riguardo a Calciopoli, il 6 luglio 2006, se ne uscì con una delle sue: «La giustizia sportiva è una buffonata». Mentre, da sempre attaccato sulla sua presunta adesione alla loggia massonica, il 16 ottobre 2009 disquisì: «E' anche vero che io abbia una origine familiare di grandi tradizioni repubblicane, antifasciste, radicali e massoniche. Ma non sono stato e non potrò mai essere massone perché sono cattolico».

 

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