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Politica

SCENARIO/ 2. Per il dopo Berlusconi, elezioni a novembre o governo Pisanu

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Il primo tempo dello scontro diventato “mattanza”, cosa che Fini aveva cercato di evitare all’ultimo momento con l’intervista al Foglio, si è chiuso quindi sull’uno a uno, e ora le due squadre non vedono l’ora di andare a ritemprarsi negli spogliatoi delle vacanze estive per capire il da farsi, conteggiando meglio le truppe e calcolando meglio le strategie. Berlusconi così ha rinunciato al discorso al Senato, che era in programma martedì, nel quale voleva annunciare una riforma della giustizia contro i magistrati politicizzati, e anche sulle intercettazioni ha preferito rinviare tutto.


Fini dal canto suo, è probabile (ma dovrà deciderlo con i suoi) che spinga per rinviare a settembre la mozione di sfiducia contro il sottosegretario alla Giustizia Caliendo, per evitare subito la prima divaricazione dalla maggioranza con le conseguenze del caso. Non si sente infatti pronto al voto, Fini, e soprattutto non con questa legge elettorale, che dà un vantaggio enorme al partito di maggioranza relativa, alla Camera (con un forte premio di maggioranza) e anche al Senato rende difficilissimo ai partiti medio-piccoli superare regione per regione l’alta soglia, fissata all’otto per cento.


Ne sa qualcosa l’Udc che l’ha superata solo in Sicilia buttando all’aria centinaia di migliaia di voti raccolti in Calabria, Puglia e Campania, rimanendo sotto lo sbarramento per poche centinaia di voti. Ma Casini e Fini non sono nati ieri, e in politica sono nati anche prima di Berlusconi, cosicché in questi giorni hanno già ipotizzato in segreto una prima contromossa, cioè quella di fare delle liste comuni, al Senato, se si dovesse andare alle urne con soluzione traumatica, per evitare il rischio, andando da soli, di non portare a casa alcun senatore, in molte regioni. Cosicché l’altra novità di questi giorni è che Casini e Fini hanno ricominciato stabilmente a sentirsi.


Certo: ogni volta il presidente della Camera è costretto a sentire le ironie del suo predecessore per il fatto di dire oggi quel che Casini andava dicendo già ieri, scegliendo di restare alla larga del predellino di piazza San Babila in cui il progetto del Pdl fu lanciato. Ma al di là delle code polemiche i due hanno intanto già messo a segno un primo risultato: evitare di farsi mettere uno contro l’altro dal Cavaliere. Fini resta nella maggioranza, Casini resta all’opposizione, senza prestarsi a donazioni di sangue sostitutive.


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COMMENTI
02/08/2010 - Utili idioti (Alberto Pennati)

La schiera degli "utili idioti" si è rafforzata grazie alla truppa guidata dall'ancora "Presidente della Camera" che, delle prime tre cariche dello Stato - da qualche giorno - è l'unico ad essere anche guida di un gruppo di onorevoli a Montecitorio. E' certo, come evidenziato nell'articolo, che non ci si possa aspettare dall'on. Fini un "atto di signorilità", rassegnando le dimissioni: perderebbe un'arma di condizionamento dell'azione di Governo, così come ha fatto sinora. Cosa c'entri poi citare il fatto che l'on. Brambilla abbia fatto bella mostra di sè ad una festa francamente non lo comprendo. Beh, poi cosa si vuol far credere: che con falsi dossier non si siano stroncate carriere politiche? Ma certi magistrati non siedono oggi in Parlamento? Credo che le scelte di certi politicanti di mestiere, paladini dell'onestà e della correttezza, riconsegneranno nelle mani della sinistra e dei loro amici magistrati il nostro Paese, dimostrando così veramente da che parte stanno e che solo per vantaggi contingenti (e miopi) hanno preso in passato sottobraccio l'attuale Presidente del Consiglio.

 
02/08/2010 - Un articolo ricco di spunti interessanti. (Giuseppe Crippa)

Oltre alla notizia (!) della Brambilla che ha fatto bella mostra di sé alla festa di Gianfranco Rotondi (siamo tutti in attesa di un approfondimento con un video o delle foto…), l’articolo si segnala per l'analisi davvero interessante di un possibile sviluppo della situazione che potrebbe effettivamente sfociare, in autunno, in un governo di transizione al voto dopo il varo di una nuova legge elettorale. Che il “traghettatore” possa essere l’on. Pisanu può essere e personalmente ne sarei lieto. L’annotazione finale, poi, meriterebbe una risposta da parte di coloro che hanno additato i probiviri come l’organismo più idoneo a giudicare i comportamenti di taluni iscritti al PdL.