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SCENARIO/ 2. Per il dopo Berlusconi, elezioni a novembre o governo Pisanu

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Ma è di tutta evidenza come, in questa situazione, per Berlusconi la tentazione del voto
anticipato resti forte, e potrebbe essere rispolverata a settembre, alla prima occasione (che si chiami Caliendo, legittimo impedimento, giustizia, intercettazioni o federalismo) nella quale Fini, volendo far pesare il suo nuovo ruolo politico autonomo, dovesse mettersi di traverso, con conseguente apertura formale della crisi. E qui davvero si aprirebbe uno scenario insondabile. Umberto Bossi ha già fatto sapere che schiererebbe 20 milioni di persone se si pensasse a un governo tecnico, la Brambilla – che ha fatto bella mostra di sé alla festa di Gianfranco Rotondi, ma questo non c’entra – schiererebbe di certo i Promotori della Libertà.

 


Ma non è colpa di Napolitano se questa maggioranza (che godeva in astratto di numeri senza precedenti) non è stata in grado di cambiare la Costituzione sulla quale il capo dello Stato ha giurato, per cui lui sarebbe costretto comunque, prima di sciogliere le Camere, di tentare altre strade, anche per fronteggiare una crisi tuttora piena di incognite per rispondere alla quale, in tre mesi (vogliamo ricordarlo?) il governo non è riuscito nemmeno a trovare un nuovo ministro dello Sviluppo economico. Già, ma quale sarebbe la via d’uscita? Un nuovo esecutivo di emergenza, con più ampia maggioranza, e alla guida ancora Berlusconi? Ipotesi poco probabile, il Cavaliere sentirebbe puzza di trappoloni e di “teatrino della politica” e farebbe saltare il tavolo.

 

E allora l’unica alternativa alle urne sarebbe davvero quel governo tecnico che Bossi con il suo intuito politico ha già fiutato come rischio. E la sorpresa potrebbe venire proprio al Senato, dove per ora i numeri sembrano ancora rassicurare Pdl e Lega. Per ora. Perché la sensazione è che Fini, assestata la botta alla Camera con 34 deputati, al Senato abbia deciso di non strafare. Nessuna fusione con i tre senatori dell’Mpa di Lombardo, nonostante l’intesa sancita da tempo a doppio filo in Sicilia, per tenere in piedi la Giunta regionale, nessuna fusione neanche con “Io Sud” di Adriana Poli Bortone, che potrebbe restare, per ora, nel gruppo misto.


Ma l’altro asso nella manica tenuto coperto è il senatore Giuseppe Pisanu, che già si segnalò per il suo voto di astensione nella direzione che sancì il primo strappo con Fini. Ma se la situazione si andasse logorando ulteriormente, se Berlusconi ad esempio dovesse andare all’attacco sulla magistratura, sulla legalità e sulle stragi di mafia, Pisanu, anche nel suo ruolo di presidente dell’Antimafia potrebbe scegliere di marcare ulteriormente le distanze, portando con sé una piccola, e forse neanche tanto, pattuglia di senatori in grado di alterare gli equilibri anche a Palazzo Madama.


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COMMENTI
02/08/2010 - Utili idioti (Alberto Pennati)

La schiera degli "utili idioti" si è rafforzata grazie alla truppa guidata dall'ancora "Presidente della Camera" che, delle prime tre cariche dello Stato - da qualche giorno - è l'unico ad essere anche guida di un gruppo di onorevoli a Montecitorio. E' certo, come evidenziato nell'articolo, che non ci si possa aspettare dall'on. Fini un "atto di signorilità", rassegnando le dimissioni: perderebbe un'arma di condizionamento dell'azione di Governo, così come ha fatto sinora. Cosa c'entri poi citare il fatto che l'on. Brambilla abbia fatto bella mostra di sè ad una festa francamente non lo comprendo. Beh, poi cosa si vuol far credere: che con falsi dossier non si siano stroncate carriere politiche? Ma certi magistrati non siedono oggi in Parlamento? Credo che le scelte di certi politicanti di mestiere, paladini dell'onestà e della correttezza, riconsegneranno nelle mani della sinistra e dei loro amici magistrati il nostro Paese, dimostrando così veramente da che parte stanno e che solo per vantaggi contingenti (e miopi) hanno preso in passato sottobraccio l'attuale Presidente del Consiglio.

 
02/08/2010 - Un articolo ricco di spunti interessanti. (Giuseppe Crippa)

Oltre alla notizia (!) della Brambilla che ha fatto bella mostra di sé alla festa di Gianfranco Rotondi (siamo tutti in attesa di un approfondimento con un video o delle foto…), l’articolo si segnala per l'analisi davvero interessante di un possibile sviluppo della situazione che potrebbe effettivamente sfociare, in autunno, in un governo di transizione al voto dopo il varo di una nuova legge elettorale. Che il “traghettatore” possa essere l’on. Pisanu può essere e personalmente ne sarei lieto. L’annotazione finale, poi, meriterebbe una risposta da parte di coloro che hanno additato i probiviri come l’organismo più idoneo a giudicare i comportamenti di taluni iscritti al PdL.