BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

ANTICIPAZIONE/ Sacconi: la verifica si farà in Parlamento su vita e sussidiarietà. E i "veri" cattolici saranno con noi...

La verifica del governo si avvicina, i cinque punti programmatici sono pronti, ma l'intesa tra berlusconiani e finiani sembra un miraggio. Il ministro MAURIZIO SACCONI, ospite quest’oggi al Meeting di Rimini, si mostra però fiducioso e inserisce nell'agenda di governo due nuovi temi

sacconi1R375_7set08.jpg (Foto)

La verifica del governo si avvicina. I cinque punti programmatici (giustizia, federalismo fiscale, riforma tributaria, Sud e sicurezza) elaborati dal vertice del Pdl per costringere i finiani a una scelta definitiva sono pronti da tempo. Se non si verificherà la convergenza sperata la crisi di governo sarà però inevitabile. Il ministro Sacconi, ospite quest’oggi al Meeting di Rimini, si mostra però fiducioso: «Sono convinto - dice a IlSussidiario.net - che oggi ci sia una maggioranza parlamentare che voglia sostenere la nostra politica di cambiamento dei paradigmi nel segno del “meno Stato, più società”. Una maggioranza parlamentare, che potrebbe essere addirittura più ampia sui temi della biopolitica, a mio parere oggettivamente e inevitabilmente in agenda».

Il tema del Meeting di quest’anno è il cuore dell’uomo e il suo desiderio di cose grandi. Che contributo può offrire questo appuntamento alla politica italiana, in un momento in cui sembra incartarsi sugli scandali e sugli scontri interni agli schieramenti?

Credo che il Meeting possa dare un grande contributo richiamando la politica ai suoi stessi fondamentali. Mi riferisco a quei valori che muovono dal riconoscimento della centralità della persona, in sé e nelle sue proiezioni relazionali, e dal riconoscimento del valore della vita. Mettere a tema il cuore dell’uomo significa, a mio parere, essere consapevoli del fatto che bene comune e futuro non si costruiscono a partire dalle burocrazie pubbliche, ma dalle persone. Questo potrebbe aiutarci a fare un passo ulteriore.

Cosa intende?

Occorre superare la concezione hobbesiana dello Stato e l’antropologia negativa che la sosteneva, in favore di un’antropologia positiva che possa ridisegnare il rapporto tra Stato e società. Vorrei sottolineare che, proprio sulla base della premessa “meno Stato, più società”, l’attuale governo ha portato avanti due progetti necessariamente connessi come il federalismo e il nuovo modello sociale disegnato dal libro bianco.

Negli ultimi tempi la distanza tra politica e società civile è sembrata allargarsi pericolosamente. È una preoccupazione che coinvolge anche il governo?

I pericoli di autoreferenzialità della politica sono sempre immanenti, credo però che la grande crisi che stiamo attraversando abbia costretto la politica a confrontarsi con la durezza dei problemi reali. Per questo è importante non confondere il teatrino estivo aperto dai cosiddetti finiani, certamente autoreferenziale, e l’attività di governo. Il lavoro compiuto dovrebbe essere riconosciuto, non solo per i risultati prodotti, ma per la sua stretta relazione con la realtà. 

L’ipotesi di un ritorno a una legge elettorale che restituisca ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti attraverso la preferenza non la trova d’accordo?