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ANTICIPAZIONE/ Sacconi: la verifica si farà in Parlamento su vita e sussidiarietà. E i "veri" cattolici saranno con noi...

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Sulle forme elettive si può discutere, ma non mi pare che sia questa la priorità del Paese. Bisogna essere consapevoli del fatto che la nostra democrazia si confronta con sistemi istituzionali molto semplici e che la stessa competizione economica sollecita forme istituzionali fortemente semplificate. Non si tratta in alcun modo di rinunciare alla nostra cultura democratica. Anzi, penso che vada rafforzata attraverso l’incrocio tra sussidiarietà verticale e orizzontale, spostando così il potere dalle tecnocrazie centrali alla società, alle persone e alle tante forme di auto-organizzazione che queste sanno produrre. Io comunque diffido dai meccanismi elettivi del passato.

Per quale motivo?

Abbiamo bisogno di deleghe forti, perché chi ricopre funzioni nazionali deve saper prendere decisioni strategiche per il Paese senza essere condizionato da micro-interessi territoriali, che devono invece esprimersi nei poteri regionali e locali.

Passando alla verifica interna alla maggioranza, lei si è mostrato fiducioso perché questo passaggio potrebbe rilanciare l’azione del governo. Secondo alcuni opinionisti però l’intesa con i finiani sui famosi cinque punti è impossibile e ci porterà direttamente al voto…


Sono convinto che oggi ci sia una maggioranza parlamentare che voglia sostenere la nostra politica di cambiamento dei paradigmi nel segno, come dicevo, del “meno Stato, più società”. Una maggioranza parlamentare, che potrebbe essere addirittura più ampia sui temi della biopolitica, a mio parere oggettivamente e inevitabilmente in agenda. Per questo il governo non deve essere prigioniero di alchimie negoziali, ma deve confrontarsi direttamente con il Parlamento, assumendo su di sé la responsabilità delle decisioni che ritiene fondamentali per il Paese.

Questo può significare che se non fosse possibile un’intesa con i finiani la convergenza delle forze di centro potrebbe evitare comunque la strada del voto? Nel caso Umberto Bossi ha già fatto sapere di non essere favorevole a un ingresso dell’Udc…

Non voglio commentare, perché non ho parlato di alchimie politiche, ma di confronto diretto tra governo e Parlamento. Penso che tutto il mondo cattolico possa ritrovarsi e convergere su due valori fondamentali, quello della vita e quello della sussidiarietà. Si autoescluderanno solo coloro che avranno consegnato l’anima a una sinistra di matrice comunista.
Se, come credo, questo governo continuerà a essere caratterizzato da buona coesione e sarà sostenuto da larghe maggioranze parlamentari andrà avanti.

In caso contrario?