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Politica

SCENARIO/ Mantovano (Pdl): no a Rutelli-Casini, ecco perché ci teniamo Bossi

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Non ci resta che attendere le scadenze parlamentari. I temi in agenda erano contenuti nel programma che i cittadini hanno votato, alcuni di questi non hanno ancora avuto attuazione completa, altri sono stati motivo di frizione. Ecco perché è giusto rilanciare l’azione di governo attraverso lo strumento della mozione parlamentare, con il voto alla mozione stessa. La strada ormai è stata indicata e dev’essere seguita passo dopo passo. 

L’ipotesi che su quei temi si possa verificare una maggioranza più spostata al centro è da scartare? Nel caso cosa significherebbe?


L’allargamento della condivisione del programma non sarebbe certo una cosa sgradevole. Non corriamo però troppo avanti, perché il primo passaggio consiste nel valutare l’attuale grado di condivisione da parte di quelle forze che sulla base di questi valori si sono presentate alle elezioni. Mi auguro che il confronto avvenga sui contenuti e non sulla simpatia dell’uno verso l’altro. Per il resto la nostra bussola è chiara.

Cosa intende dire?


Il nostro punto di riferimento è il rispetto della volontà popolare. Ecco perché non ha senso ipotizzare a tavolino ticket e alleanze frutto di ricomposizioni su base diversa da quelle uscite dalle urne. Se la verifica fallisse l’unica strada possibile sarebbe il voto, anche se non c’è la volontà di andarci a tutti i costi.

Lei ha condiviso lunga parte del suo cammino politico con Gianfranco Fini. Dopo lo scandalo scoppiato quest’estate pensa che debba dimettersi dal ruolo di Presidente della Camera?


Penso che sia inutile commentare questa vicenda perché sono in corso delle indagini e lo stesso Fini ha annunciato un chiarimento. C’è però un altro aspetto. Nessuno può impedire a Fini di esercitare un ruolo politico attivo, ma questo crea inevitabili tensioni se si ricopre un incarico di quella portata.

Chiusa la “fase agostana” alla ripresa dei lavori l’agenda politica prevede subito un appuntamento importante. A Mirabello il tradizionale raduno della destra potrebbe diventare il trampolino di lancio di un vero e proprio partito finiano?