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SCENARIO/ Belpietro: la finta pace di Berlusconi e Bossi mette nei guai Fini

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Lesa, Lago Maggiore. L’incontro tra Berlusconi e Bossi di ieri a Villa Campari allontana il rischio di un voto anticipato carico di incognite. Se, com’era prevedibile, le colombe berlusconiane si mostrano soddisfatte e l’Udc dichiara concluso il “teatrino agostano del Pdl”, anche Bocchino, che giorni fa aveva proposto al Cavaliere di scaricare Bossi per Casini, applaude convinto: «Noi condividiamo le parole di Bossi - dichiara il leader di Generazione Italia -. Non c'è nessun motivo di andare al voto anticipato. L'idea dell'entourage di Berlusconi di sostituire Fini con Casini andava contro la volontà dell'elettorato». Ma la bufera nel centrodestra è davvero finita? «In realtà - dice Maurizio Belpietro a IlSussidiario.net -, i problemi non si possono considerare risolti. Le elezioni restavano probabilmente la soluzione migliore».

Perché allora questo cambio di rotta?

I rischi per Berlusconi erano davvero troppo alti. La vittoria non era più così certa, ma soprattutto non si poteva escludere che Napolitano non riuscisse a trovare all’ultimo nuove soluzioni.
La Lega, dal canto suo, non ha accettato l’allargamento della maggioranza in favore dell’Udc per paura di possibili trappole dei centristi sul federalismo. Il risultato è solo uno: lo stallo.

E ora che succede?

Non si possono più cercare soluzioni definitive, ma piccoli accorgimenti. Calmando gli animi e abbassando i toni della polemica è ancora possibile raggiungere un’intesa con i finiani più moderati. Per il resto, se non è possibile far entrare nuovi partiti nella coalizione, si potrà convincere qualche esponente preso qua e là. Non resta che limitare i danni e continuare a navigare.

Ma sui punti programmatici della verifica come si potranno colmare le distanze tra i due blocchi? Sui temi etici si è nel frattempo aperto un altro fronte?

 

 
 

INTERVISTA A MAURIZIO BELPIETRO - CLICCA IL PULSANTE QUI SOTTO PER CONTINUARE LA LETTURA DELL'ARTICOLO


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COMMENTI
27/08/2010 - Condivido (Pasquale Incoronato)

Condivido il commento del sig. Ferraro: questa faccenda puzza, ma é quella ancora più forte dei soldi mafiosi della Banca Rasini, dei soldi Fininvest finiti nelle tasche di Finanzieri, Avvocati e Magistrati. Condivido anche l'idea di spazzar via quelli che fan cagnara, ma dobbiamo aspettare che scendano dalle padane montagne in piazza, con le loro doppiette a tracolla ed un Pinocchio come condottiero.

 
26/08/2010 - L'ETERNA PAGLIACCIATA (celestino ferraro)

La verità è che tutta la faccenda puzza di rancido e il déjà vu ci priva del finale travolgente. Non è possibile che da Montecitorio a Montecarlo il Fini impieghi tanto tempo per delucidarci i misteri del principato; a un uomo della sua stazza morale compete il dovere d'informarci sugli anfratti più misteriosi della faccenda, non escludendo che il karakiri sia la via più onorevole per darci ragione. Non si vota? Male! Andrebbe sapazzata via molta gente che fa cagnara e non s'è resa conto che è in gioco la già disastrata Italia: "Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!" Celestino Ferraro