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SCENARIO/ 1. Il "generale agosto" propone un nuovo scambio tra Napolitano e Berlusconi

Pubblicazione:venerdì 27 agosto 2010

Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano (Imagoeconomica) Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano (Imagoeconomica)

Il “Generale Agosto” ha contribuito a calmare gli animi: lo scioglimento delle Camere ha perso quota e l’ipotesi principale è quella di ricompattare la maggioranza.

A premere su Berlusconi per bloccare l’escalation della destabilizzazione è la generale preoccupazione nel mondo imprenditoriale e finanziario, e tra le forze sindacali più responsabili, circa il fatto che l’Italia non possa permettersi “il lusso” di un periodo di non governo, di crisi, instabilità e sostanziale vuoto decisionale determinato da una “politica politicante” costellata da rivalità e ambizioni personali, dove le motivazioni politiche sono ricercate dopo le rotture. Se infatti sul piano della crisi economica il peggio sembra scongiurato, si è ancora di fronte a prove decisive: l’Europa subisce comunque un ridimensionamento sulla scena dell’economia mondiale ed al suo interno è in corso un riposizionamento con paesi che salgono e altri che scendono. Nei prossimi mesi la competitività del “sistema Italia” ha non pochi ostacoli da superare per evitare declassamenti o emarginazioni.

 

Da parte sua Fini ha solo da perdere andando alla verifica elettorale. Su quale posizione politica l’affronta? Attaccando Berlusconi da destra, facendo appello a identità e valori negli ultimi anni rinnegati e annacquati avendo contro i famigliari di Almirante e di Mussolini? Attaccando dal centro, mettendosi dietro a Casini e Rutelli in nome di identità e valori cattolici da Fini in questi anni contestati? Facendo “cartello” con il Fronte popolare antiberlusconiano delle sinistre?

 

La scelta del non voto però ha una base solida se non diventa a sua volta una prospettiva di non governo, di governabilità alla giornata insidiata da logoramento e immobilismo. Certamente Fini non è in grado di assicurare un appoggio per un governo Berlusconi che abbia successo. Egli si è ormai avvitato in una posizione di rancorosa e vendicativa destabilizzazione e nessuna sua esternazione in questi mesi ha avuto una nota distensiva.

 

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