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SCENARIO/ 2. Cota (Lega): ecco perché non abbiamo fatto entrare l'Udc nel governo

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Certo, i motivi sono chiarissimi. Quando erano con noi al governo, dal 2001 al 2006, mettevano quotidianamente il bastone tra le ruote al lavoro dell’esecutivo. Alle ultime elezioni si sono presentati all’opposizione e in Parlamento non hanno votato il federalismo fiscale. Non solo, in Piemonte, pur di darci contro, hanno addirittura appoggiato Mercedes Bresso, una candidata incompatibile con i valori cattolici. Per chiudere in bellezza, nella stessa regione partecipano attivamente alla “battaglia dei ricorsi” per rovesciare il verdetto popolare.

In base alle ultime novità, qual è la sua opinione proprio su questa vicenda?


Guardi, a livello politico, giuridico e anche umano questa storia è una vera “schifezza”. Le elezioni si sono svolte regolarmente e gli elettori mi hanno scelto come governatore. Quando la sinistra ha realizzato di aver perso il Piemonte sono saltati fuori dei cavilli, assolutamente fuori tempo massimo. Non solo, la lista per la quale è stato disposto il riconteggio era già stata oggetto di un pronunciamento da parte di due tribunali, quello di Asti e quello di Cuneo. Non si tratta perciò di un ricorso contro di me, ma di uno scontro tra giudici. Di certo non può essere la volontà popolare a farne le spese.

Ma quanto è alto il rischio di tornare a votare?

Il risultato delle elezioni non è in discussione e non c’è il minimo rischio di tornare a votare. Su questo sono assolutamente tranquillo. Mi piacerebbe però che gli esponenti del Pd fossero coerenti e si pronunciassero contro questo tipo di operazioni, come fecero quando accadde la stessa cosa a Soru nel 2004.

Questa vicenda si lega poi al suo mancato invito alla “Festa del Pd” di Torino, alle polemiche e alle conseguenti defezioni dei ministri leghisti. Sergio Chiamparino, all’interno del Pd, si è però distinto in entrambi i casi e ha ricevuto anche gli apprezzamenti di Umberto Bossi…


È vero. La sinistra è ormai divisa in due. C’è una parte che vorrebbe andare oltre la sconfitta, preoccupandosi dei problemi reali. È una sinistra che ha capito che inseguendo la rivincita attraverso i tribunali aumenta solo la propria distanza con la realtà e con la gente. Di questo tipo di sinistra Chiamparino è certamente l’esponente più autorevole. Con lui ho un buon rapporto e, in questi pochi mesi di collaborazione, abbiamo raggiunto insieme degli ottimi risultati.

Alla ripresa dei lavori le Regioni torneranno a discutere di tagli e di federalismo. I maggiori poteri che gli enti locali inizieranno ad avere potranno compensare in qualche modo i sacrifici che la manovra Tremonti ha chiesto, suscitando non poche polemiche?



 

 

INTERVISTA A ROBERTO COTA - CLICCA IL PULSANTE QUI SOTTO PER CONTINUARE LA LETTURA DELL'ARTICOLO