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SCENARIO/ Calderoli: così il federalismo "guarirà" la maggioranza

Pubblicazione:sabato 28 agosto 2010

calderoli_R375.jpg (Foto)

Ora che, dopo il vertice sul Lago Maggiore tra Berlusconi e Bossi, l’ipotesi del voto anticipato sembra tramontata (o comunque allontanata), nel centrodestra si torna a parlare del programma. A giudicare dalle dichiarazioni di queste settimane, però, le distanze dei finiani su alcuni punti della verifica sembrano davvero incolmabili. Tra Pdl e Fli servirebbe un mediatore, scrive qualche opinionista. Chi meglio della Lega, aggiunge qualcun altro, e del ministro Calderoli in persona, può svolgere questo ruolo? «Mediatori non ne servono», spiega Italo Bocchino alle agenzie. «I giornali a volte scrivono cose strane - dice a IlSussidiario.net lo stesso Calderoli -. La verità è che per recuperare quella compattezza che ultimamente è venuta a mancare, non tanto su un piano politico quanto su quello dei rapporti umani, l’unica via è il ritorno al lavoro serio sulle riforme».

A questo proposito, qual è la “road map” del federalismo alla ripresa dei lavori?


Ho già avuto risposta dal ministro Tremonti rispetto all’ultima versione dell’autonomia impositiva di regioni e province. Entro il 15 settembre vogliamo chiudere questa partita e quella dei costi standard delle regioni,  con riferimento specifico ai costi sanitari. Qui al Meeting di Rimini ho incontrato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che mi ha sollecitato l’esame del decreto che lo riguarda. Contemporaneamente in Commissione si sta lavorando ai fabbisogni standard relativi a comuni e province, mentre l’autonomia impositiva dei comuni è a un passo. Quindi, macchine alla massima potenza…

Il governatore lombardo Roberto Formigoni si è detto convinto che il dialogo tra governo e regioni ripartirà in tempi brevi…


Confermo, c’è la massima disponibilità da parte di tutti per arrivare insieme alla soluzione dei problemi. Dopo quella fase di scontro sulla manovra abbiamo avuto comunque già due conferenze unificate. In una, in effetti, c’è stato un bel match tra me e il Presidente Errani. Già nella successiva l’atteggiamento è cambiato e si è tornati a dialogare, dando il via libera ai fabbisogni standard di comuni e province e a Roma Capitale. Con i comuni si è trovata la strada dell’autonomia impositiva, penso che lo stesso convenga anche alle regioni.

Se la strada delle riforme non bastasse a ricompattare le fila, tornereste a chiedere elezioni anticipate?


 

 

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