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SCENARIO/ Il nuovo patto Berlusconi-Bossi lancia il terzo polo

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

 
Non sembrano tranquille le acque anche nell’altra parte dello schieramento. Gli oppositori di Berlusconi hanno il grande vantaggio di poter dire che a destra la grande maggioranza parlamentare ricevuta dagli elettori è stata dissipata. Il Pdl ha fatto la fine dell’Unione prodiana dissolta da inguaribili contrasti interni. Ma sul che fare emergono divergenze soprattutto nel Pd. Qui si confrontano tre linee.

 

 

Walter Veltroni, tornato in campo forse per gareggiare alle primarie, chiede il ritorno al partito a vocazione maggioritaria e combatte le ammucchiate antiberlusconiane. Il suo antico alleato Dario Franceschini vuole un’Alleanza di tutti gli oppositori per difendere la Costituzione. Pierluigi Bersani propone i cosiddetti due cerchi: in uno, chiamato Ulivo, in cui ci sono i partiti più affini, nell’altro in cui c’è posto per l’alleanza con i centristi.

 

 

Anche qui i lavori in corso si incrociano con il tema della leadership. Le future primarie vedranno in campo il segretario del Pd Bersani contrapposto a Nichi Vendola e al sindaco di Torino, Chiamparino. Qualcuno pensa che ci siano almeno altri due outsider, cioè Veltroni e il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti. La sventata minaccia del voto anticipato invernale dà più tempo all’uno o all’altro schieramento. Ma non ne dà troppo. Probabilmente a marzo si voterà.

 

 

 



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COMMENTI
30/08/2010 - FRA PRIMARIE O SECONDARIE? (celestino ferraro)

... Anche qui i lavori in corso si incrociano con il tema della leadership. Le future primarie vedranno in campo il segretario del Pd Bersani contrapposto a Nichi Vendola e al sindaco di Torino, Chiamparino. Qualcuno pensa che ci siano almeno altri due outsider, cioè Veltroni e il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti. La sventata minaccia del voto anticipato invernale dà più tempo all’uno o all’altro schieramento. Ma non ne dà troppo. Probabilmente a marzo si voterà. A che servirebbero queste "primarie" se poi, il Capo dello Stato, potrebbe, a parer suo, conferire l'incarcio a chi gli pare? Se in scheda elettorale c'è il nome del candidato premier, non diventa un obbligo, per il Capo dello Stato, quello di nominare il designato eletto? La Costituzione non afferma il contrario. Celestino Ferraro