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SCENARIO/ Bersani: ecco il mio nuovo Ulivo per il dopo Berlusconi

Pier Luigi Bersani (Imagoeconomica) Pier Luigi Bersani (Imagoeconomica)

 

Si parla di regolazione del patto sociale, ma non di politica industriale. Perché nessuno si è accorto che non abbiamo il Ministero dello sviluppo economico? Siamo davvero convinti che in Germania le marche tedesche vadano meglio solo perché non hanno i tre operai di Melfi? Siamo seri, è un problema di politica industriale, di investimenti e innovazione. È lo stesso Marchionne a dire che il tema del costo del lavoro è un “di cui” del tema industriale.

 

Da ultimo, la festa nazionale del Pd è stata segnata dalle polemiche per il mancato invito del Governatore leghista Roberto Cota. È stato un errore? Si può ancora rimediare?

 

Ne approfitto per chiarire una volta per tutte. L’attacco sdegnato di Maroni, Calderoli e Tremonti è arrivato quando non era ancora uscito il programma. Per prima cosa direi che la buona educazione imporrebbe di alzare la cornetta del telefono. Secondo, si può decidere liberamente se partecipare o meno, ma non accetto che qualcuno si metta a dare ordini a casa nostra. Da ultimo, mi chiedo: a quale loro festa è stato invitato uno di noi?

 

Roberto Cota per voi è comunque il Presidente della Regione Piemonte a tutti gli effetti?

 

Assolutamente sì. Finché lo è. Siamo però stufi di ascoltare le lezioni dalla Lega. Predicano un radicamento sul territorio che sono i primi a tradire, parlano di “Roma ladrona” e stanno con i ladroni di Roma. Adesso stanno esagerando: gli faremo vedere che abbiamo più feste, più gazebo e che facciamo il porta-a-porta meglio di loro. La favola del radicamento leghista e del Pd sbarcato da Marte è una balla. Tutto ciò di buono che in Italia viene dal territorio (urbanistica, servizi sociali, asili, ecc., ecc.) viene dalle nostre culture. Ci esentassero dalle loro lezioni, gli inventori delle ronde.

 

 

 

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