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SCENARIO/ Cirino Pomicino: ecco perché Berlusconi deve rifare la "Casa delle Libertà"

La mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario Caliendo mette già alla prova il neonato gruppo finiano “Futuro e Libertà” e l'intera maggioranza. «Quello che accadrà oggi - dice CIRINO POMICINO in quest'intervista - potrà fornirci indizi preziosi sul futuro che ci aspetta»

berlusconi_folla1R375.jpg (Foto)

A pochi giorni dalla scissione del Pdl la mozione di sfiducia presentata da Idv e Pd nei confronti del sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo mette seriamente alla prova il neonato gruppo finiano “Futuro e Libertà”. «Quello che accadrà oggi - dice Cirino Pomicino a IlSussidiario.net - potrà fornirci indizi preziosi sul futuro che ci aspetta. Gianfranco Fini ha solo due strade davanti a sé: o rilancia e consolida un’“alleanza tra diversi” con Berlusconi e la Lega o inizia da subito a costruire l’alternativa con Casini e Rutelli».

Tra le due quale le sembra l’ipotesi più probabile?


La presenza sempre più ingombrante della Lega nel centrodestra mi fa propendere per la seconda. Già oggi pomeriggio Fli, Udc e Api a mio parere si asterranno o comunque adotteranno lo stesso atteggiamento.

Quali saranno le contromosse di Berlusconi?


Il premier sa benissimo che più passa il tempo e più gli avversari hanno modo di organizzarsi. Di certo Berlusconi non può pensare di risolvere i suoi problemi con la “campagna acquisti”, ripescando gente come Villari che in otto anni ha cambiato otto partiti. Ricorderebbe troppo da vicino Romano Prodi. La verità è che anche lui si trova davanti a un bivio.

In che senso?

Deve verificare al più presto se è possibile rilanciare l’alleanza con Fini e Casini, dato che a questo punto risulta difficile separare i destini di questi due. Se ci sono le condizioni, con una nuova maggioranza in tasca, può andare alla crisi di governo e ricominciare da capo. In caso contrario deve puntare dritto al voto.
Se perde tempo, invece, rischia di favorire uno scenario completamente nuovo. L’asse Fini-Casini-Rutelli, allontanandosi sempre più dal Pdl, troverebbe come interlocutore naturale il Pd di Bersani, scevro dalla zavorra dei Di Pietro e dei Vendola.

I due cofondatori del Pdl con il loro strappo si sono messi in una situazione tutt’altro che facile. Chi ha azzardato di più secondo lei?


 


COMMENTI
05/08/2010 - Parole condivisibili (GAETANO GRIMALDI)

Ottima analisi quella di Pomicino anche se si intravede una leggera nostalgia per il passato che fù e che dovrebbe appartenere solo alla storia. Sbaglia solo quando sostiene che avevamo un bipolarismo DC-PCI in quanto non lo era affatto. Era, comunque sia, sempre la dc e partiti minori (pentapartito) a governare. L'alternanza non era possibile per motivi ben noti. Un sistema bipolare, nell'accezione dottrinale del termine, si ha quando vi è intrinseca (fattiva/reale) l'alternanza al potere ovvero la possibilità per entrambi i poli di essere sia maggioranza che opposizione. per il resto Pomicino fa una lucidissima analisi.

 
04/08/2010 - Il PDL è un pollaio o un harem? (PAOLA CORRADI)

In entrambi i casi mi offenderei pesantemente se fossi il presidente del PDL. Un partito spero si fondi su regole migliori sia dei pollai che degli harem. Buona giornata

 
04/08/2010 - La storia si ripete (Vulzio Abramo Prati)

Il Presidente Fini, che nel 1976 era già grandicello, dovrebbe ricordare quando un gruppo di politici del MSI creò il Gruppo Parlamentare autonomo di Democrazia Nazionale. Vi aderirono 9 senatori sui 15 del MSI e 21 deputati su 35; davvero una bella forza nel partito! Nelle elezioni del 1979 Democrazia Nazionale raccolse però solo lo 0,7% dei voti e non elesse nessuno sparendo dalla scena politica! A sinistra sono successe le stesse cose con gli stessi risultati, segno che gli italiani non amano queste avventure. E dire che Democrazia Nazionale era guidata da persone quali De Marzio, Nencioni, Tedeschi, l'ammiraglio Birindelli ecc..., con uno spessore ben diverso da queli di oggi!

 
04/08/2010 - MAGGIORANZE ALEATORIE (celestino ferraro)

E quale pollaio potrebbe credersi un harem personale avendo al suo interno più di un gallo della Checca? Due tombeurs de femmes nello stesso pollaio? Una scommessa a perdere. Naturalmente il gioco è riferibile alla nostra situazione parlamentare, dove il premier Berlusconi è stato contestato dal nostromo Fini, nocchiero della filibusta sin dai tempi d’Almirante, abile e scaltro comandante del vascello MSI. Contestato da quel mondo “democratico e antifascista”che s’impadronì del potere dopo il 25 luglio del 43, il MSI, e il giovane virgulto almirantiano (dal 1977), crebbero schiacciati dagli insulti dell’apparato e mai sarebbero usciti dal “buio delle fogne” se il Cavaliere, bisognoso di truppe nella sua discesa in campo contro la “Gioiosa macchina da Guerra” di Achille Occhetto, non l’avesse “sdoganati” offrendo loro un cursus honorum di marca democratica, nobiltà e cittadinanza. Il patto fu consacrato con l’altro trovatello della democrazia italiana, Casini, l’orfano nobilissimo di Forlani messo in prigione dalle “Mani Pulite” del Di Pietro. Sedici anni di peripezie (sino ad oggi), pagine gloriose della nostra democrazia. Il Gianfranco Fini, da piccolo eroe di casa nostra, alla ribalta mondiale che dalla piazza di Gerusalemme, ministro degli Esteri della Repubblica Italiana, con la kippà in testa al “Muro del Pianto”, scopre le leggi razziali di Mussolini come il male assoluto del nostro ventennio fascista. Nel ventenni

 
04/08/2010 - Lucidissima analisi! (PAOLA CORRADI)

complimenti! spero che venga letta! questa si che è analisi politica!

 
04/08/2010 - SEMIALTERNO la vera alternativa per un bipolarismo (giulio mancabelli)

Per per iniziare a risolvere dovremmo approdare ad bipolarismo aperto urge iniettare ovunque un autentico dinamismo concorrenziale aperto su tutti i fronti e livelli per non continuare a sprofondare! Servono concorrenziali soluzioni ancora dai meccanismi elettorali quanto col SEMIALTERNO si va proponendo per uscirne da queste cattività e non continuare a ricaderci. Bisogna saper affinare l’ingegno e cogliere le buone idea ovunque esse si presentino ad ogni latitudine e senza alcuna pregiudiziale e poi, avere il coraggio di applicarle! Questo dovrebbe diventare il criterio per abbandonare l’obsolescenza mantenuta a sistema per un inedito e meglio articolato ma, più completo sistema al fine di poterci caricare di quella sicurezza e consapevolezza necessaria a saper affrontare la nuova alba che si potrebbe schiudere all’orizzonte. Se, ogni ambito fosse strutturalmente attrezzato, articolato per riprodurre quel dinamismo indispensabile ad espandere democraticità intesa come qualità non solo PIL bensì PIQ! Solo quando riusciremo a svecchiare e rinnovare capendo quanto glocali – vicini siamo ormai divenute gli eventi nel mondo capaci di talora riprodurre ripercussione ovunque potremmo renderci conto, dimostrato sempre più dalla genesi e suo sviluppo di una siffatta impellente crisi recessiva, di quanto i fatti e la cronaca politica ed economico finanziaria ci dimostrino sempre più che: democrazia e mercato non possono che essere facce della medesima medaglia