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SCENARIO/ 2. Ecco come Berlusconi e Fini possono far la pace

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Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)  Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)



E quindi? Quando lo spazio sfugge ai leaders politici la parola passa ai “contropoteri”. Il primo è il Quirinale. Ormai il Presidente della Repubblica non è più un garante, un potere neutro, ma un soggetto che rivendica un ruolo analogo a quello della Repubblica presidenziale francese e cioè siamo in pieno regime di “coabitazione”.

La rottura con Fini e la sottovalutazione degli scissionisti ha messo Berlusconi in maggiore difficoltà nei rapporti con il Colle. Quando si va a una prova di forza sottovalutando i rapporti di forza certamente non ci si rafforza. E la strada delle elezioni anticipate non è semplice. Formalmente il Capo dello Stato deve prima acquisire il parere dei due presidenti delle Camere e quindi può usare un Fini che paventa il riscontro elettorale (da solo non supera lo sbarramento e confluendo con gli ex democristiani vale ben poco).

Ma a parte lo scoglio degli incarichi “esplorativi” che l’attuale regime costituzionale comunque gli impone, Giorgio Napolitano è notoriamente contrario a sciogliere le Camere  con l’attuale legge elettorale. Si dirà: come si permette? Ebbene: si permette, punto e basta perché nessuno è in grado di fiatare in proposito.

Quindi le scelte che il Quirinale prospetterà a Berlusconi sono due: o un governo Berlusconi che va alle elezioni dopo aver concordato con il Pd una nuova legge elettorale oppure un governo “neutro” come si è sempre fatto presieduto da una personalità nominata dal Presidente della Repubblica a suo capriccio (potrebbe anche non essere un politico o un parlamentare e nessuno potrebbe eccepire). I precedenti che “coprono” Napolitano nella defenestrazione preelettorale di Berlusconi sono infatti la totalità dei casi.
 

 


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COMMENTI
07/08/2010 - Che Paese! (GAETANO GRIMALDI)

In un Paese normale (quindi non l'Italia), in una simile situzione ci sarebbe una reazione dal basso molto forte, tale da constringere qualcuno alle dimissioni e ad elezioni anticipate senza lasciare la decisione al solito teatrino della politica italiana. Anzi, non ci sarebbe proprio il teatrino. Siamo stufi!!!

 
07/08/2010 - Napolitano su questo ha ragione. (Giuseppe Crippa)

Che il presidente Napolitano non voglia sciogliere le camere perché non gli piace questa legge elettorale è un’illazione malevola dell’articolista, che non rende giustizia ad un Presidente sufficientemente lungimirante da comprendere che il risultato delle urne, proprio con questa legge, darebbe molto probabilmente luogo ad un Parlamento ingovernabile, con una maggioranza (di centro destra) alla Camera ma non al Senato. Il giudizio negativo sulla legge elettorale, a partire dalla definizione volgare datale dal suo principale estensore, è così largamente condiviso che è doveroso pensare ad una sua riformulazione. Sarebbe bello farlo di qui a tre anni (e non di qui a tre mesi) e con una maggioranza più ampia di quella del governo in carica, ma siamo in Italia…

 
06/08/2010 - I CAPPONI CHE CONTINUANO A BECCARSI (bruno angelini)

“Agnese, superba d’averlo dato, levò, a una a una, le povere bestie dalla stia, riunì le loro otto gambe, come se facesse un mazzetto di fiori, le avvolse e le strinse con uno spago, e le consegnò in mano a Renzo;(…) Così, attraversando i campi o, come dicon colà, i luoghi, (Renzo) se nìandò per viottole, fremendo, ripensando alla sua disgrazia, e ruminando il discorso da fare al dottor Azzecca-garbugli. (…) Ora stendeva il braccio per collera, ora l’alzava per disperazione, ora lo dibatteva in aria, come per minaccia, e, in tutti i modi, dava loro di fiere scosse, e faceva balzare quelle quattro teste spenzolate, le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade sovente tra compagni di sventura”. (A.Manzoni, I promessi sposi) Nelle mani di Agnese quattro capponi, pur in una posizione estremamente scomoda e ignari del fatto che prima o poi verranno cucinati, continuano, quasi istintivamente, a beccarsi tra di loro. La metafora dei capponi di Renzo dovrebbe farci capire che forse una grande strategia bipartisan è oggi più che mai necessaria per un paese che vuole intraprendere seriamente un percorso di riforme. I.Nicotra, P.Zocchi, (2009) Formare per riformare. Federalismo e creazione di una nuova classe dirigente locale”, Donzelli editore, Roma, pag. 169.

 
06/08/2010 - MA QUALE PACE? (celestino ferraro)

"Non parlarmi d'accordi, abbominato Nemico, ripigliò torvo il Pelide: Nessun patto fra l'uomo ed il lione, Nessuna pace tra l'eterna guerra Dell'agnello e del lupo, e tra noi due Né giuramento né amistà nessuna, Finché l'uno di noi steso col sangue L'invitto Marte non satolli". (Iliade, XXII) Celestino Ferraro

 
06/08/2010 - pace? (FRANCO GRIZIOTTI BASEVI)

Complimenti per l'analisi puntuale e precisa. Mi auguro che per almeno una volta nella vita della repubblica si tenga conto degli interessi degli italiani e non come al solito dei belligeranti e si riesca a finire la legislatira che, mi sembra, pur in mezzo a ombre, ha portato anche parecchie cose buone. Facciamola durare fino in fondo. la cosa che mi spiace è che purtroppo i nostri politici (destra, centro o sinistra non importa) dipendano ancora così tanto dal Vaticano!