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SCENARIO/ 2. Da Berlusconi a Napolitano, tutti i "vorrei ma non posso" che frenano l'Italia

Pubblicazione:venerdì 10 settembre 2010

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E poi dovrebbe cominciare daccapo la parabola del federalismo: spiegarlo ai militanti è un conto, al voto di opinione che lo ha scelto all’ultimo giro ed è meno ipnotizzabile, è più difficile. Allora non resta che alzare il prezzo, tra pernacchio e dito medio, e far ricadere la colpa sugli altri, eventualmente guadagnando la miglior posizione in caso di elezioni. Infine un vorrei ma non posso è anche quello di Giulio Tremonti, silente e ispirato per tutta l’estate, quasi non facesse parte di questo esecutivo ai materassi, che pencola tra la fedeltà adamantina al proprio capo e l’ambizione, nemmeno recondita, di giocarsi in prima persona la leadership.

E’ difficile insomma capire fin dove si spinge il bluff e comincia l’arrosto. Tutti tirano la corda ma nessuno vuol spezzarla. La paura di bruciarsi prevale ancora sul rompete le righe liberatorio. Per questo si andrà a bordeggiare fino al discorso alla Camera di Berlusconi, fissato per fine settembre: è la dead line che Bossi ha concesso al Cavaliere. Per quei giorni o si ritrova un po’ di bandolo sufficiente a portare a casa il federalismo e a far camminare di nuovo questo governo, o altrimenti sarà il diluvio e qualsiasi scenario potrebbe riaprirsi: certo non il salto della quaglia bossiano, ma l’erosione del patto di ferro con Berlusconi, magari in chiave tremontiana, chissà…

Il tutto facendo, o quasi, i conti senza l’oste, cioè il Quirinale. Forse disponibile a tenere aperto uno spioncino sul voto a primavera, se la maggioranza dovesse sfaldarsi del tutto, ma di certo indisponibile ad un voto pre natalizio. La Costituzione non è un optional, il Colle non potrebbe esimersi dal fare un giro esplorativo e allora se ne vedrebbero delle belle, uscirebbero allo scoperto i vari Casini e Rutelli. Ma soprattutto facendo i conti alle spalle di un paese in apnea da troppi mesi, senza una linea chiara di politica economica, un ministro decisivo vacante da troppo tempo, e una ripresa post crisi ancora tutta da interpretare e consolidare. Più che un vorrei ma non posso, questa volta una certezza.



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