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Politica

SCENARIO/ 2. Il patto Napolitano-Berlusconi mette Bossi (e le urne) all'angolo

Foto: ImagoeconomicaFoto: Imagoeconomica

 



Può il Pd (che in nome dell’antiberlusconismo riedita “ammucchiate” e che soprattutto, per assicurare la candidatura di Bersani a premier scarica Casini e va alla ricerca di Ferrero e Diliberto) essere un interlocutore affidabile in questa legislatura? È difficile che il Pd concordi qualcosa con Berlusconi. In realtà proprio l’attuale legge elettorale consente a Bersani e D’Alema di trattare con la “sinistra antagonista” da posizioni di forza, di sbarazzarsi con facilità dell’ingombrante presenza dei parlamentari veltroniani e, al tempo stesso, di continuare una facile polemica elettoralistica contro il “porcellum” di Bossi e Berlusconi.

 

Anche se in modo irrituale per la Costituzione “formale”, la Costituzione “di fatto” traccia come unica via d’uscita il confronto se non tra maggioranza e opposizione, ma almeno tra Capo dello Stato e Capo del governo secondo il buon senso e cioè cercando di riportare un quadro di certezza istituzionale nel Paese ripristinando gli istituti di controllo e di pluralismo: dalla riforma del Csm a una nuova legge elettorale.

 

 

 

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