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SCENARIO/ Polito: sarà il federalismo a "liquidare" Berlusconi

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

La Lega negli ultimi tempi si è rafforzata grazie all’indebolimento di Berlusconi. Se si andasse al voto, al nord la Lega prenderebbe più voti e questo a scapito del Pdl. Berlusconi alla fine lo ha capito ed è una delle tante ragioni per cui saggiamente ha accantonato l’ipotesi di voto anticipato. Naturalmente più si assottiglia la maggioranza - passata dai vecchi quattro partiti (Fi, Lega, An, Udc), a tre, per arrivare a due - più la Lega controlla Berlusconi e aumenta il proprio potere: ora Bossi è forse il miglior alleato, ma sicuramente il peggior competitore interno.

 

Un patto che andrà continuamente rinegoziato?

 

Di certo ora si gioca tutto sul federalismo. Il governo ha scritto la «cornice» del provvedimento, che adesso va riempito di scelte concrete, importanti e delicate, perché determinare i costi standard diventa politicamente decisivo per intere zone del paese. È il passaggio che cambierà in un senso o nell’altro il destino della riforma. La vera battaglia politica comincia adesso.

 

Quali sono le sue previsioni?

 

Vedremo una prova di forza. A Mirabello Fini ha detto che l’intera partita sul federalismo fiscale dipende da come si fanno i decreti attuativi, e ha anche aggiunto: non dirò mai che in quella commissione l’on. Baldassarri è l’ago della bilancia... Ha dichiarato in altre parole che il suo voto è decisivo e che intende farlo valere. E quando la Lega «scarta» verso le elezioni anticipate dimostra che il federalismo è la vera battaglia in cui si gioca tutto. Non solo dal punto di vista politico, ma anche delle alleanze nella società e degli interessi materiali, al sud come al nord.

 

L’azione di Fini e dei suoi come vuol pesare sulla partita?

 

Fini ha detto chiaramente che difenderà le ragioni del sud. A Mirabello si è rivolto indirettamente proprio ai meridionali, quando ha fatto riferimento agli agenti di polizia e ai precari della scuola; categorie del pubblico impiego, in conflitto col governo per ragioni economiche e tipiche della società meridionale.

 

Il patto in divenire tra Berlusconi e Bossi comporterà un aumento del ruolo politico di Tremonti?

 

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COMMENTI
15/09/2010 - costi standard (attilio sangiani)

penso che il principale motivo della scissione finiana sia proprio il problema dei "costi standard",che taglierebbero le unghie e i denti a tutti i parassiti del bilancio dello Stato,che prosperano da decenni soprattutto al Sud,come è notorio. Fini si è fatto "paladino del Sud" proprio per proteggere il clientelismo parassitario. Con la retorica dei sofisti,nemici della verità e di Socrate,copre con lezioni da professorino di scuola media le sue vere squallide ragioni. Quanto alla "tenuta" dell'U.D.C. la attribuirei al travaso dalla sinistra "cattolica",che ha compensato la emorragia verso il centrodestra nelle elezioni di due anni orsono ( non un secolo...).

 
15/09/2010 - ma alla fine, cosa sarà degli onesti? (adolfo ferrarese)

Veramente rimane da chiedersi, con tutte queste analisi sofisticate, approfondite e ripetute, cosa sarà degli onesti italiani che pagano le tasse e che si aspettano di poter guardare al futuro con un poco di serenità. Quando le tasse pagate da chi è onesto (o non riesce ad evadere?) raggiungono il 54-56% reale (si deve considerare l'evasione di eserciti di furbi che sono contati nel Pil ma non dovrebbero essere contati come unità di tassati) che fine fanno i nostri soldi? Mantenere una massa di politici e loro vassalli che applaudono solo perchè in attesa di un favore, di un'assunzione o di un appalto, in continue operazioni bizantine e che solo in apparenza riguardano motivazioni pubbliche mentre in realtà sono solo operazioni di potere (come in fondo la nascita del debito pubblico negli anni '80) quando inizierà a disgustarci? Quanti hanno pensato ad un Berlusconi imprenditore prestato alla Politica per poi vederlo seguire il motto "prometti molto e poi fa' il meno possibile per non scontentare nessuno"? Ripeto, se pagassimo le "belle tasse" in modo ragionevole (30%) potremmo anche osservare con più distacco, solo che oramai gli onesti sono arrivati a lavorare per loro e per le banche e basta (ripeto, gli onesti e ce ne sono molti, altrimenti lo stato italiano sarebbe fallito da tempo). Quindi, che analizziamo porcellum o altro se si continua a fare nulla e prendere tantissimo? Almeno le elezioni, allora, avrebbero sfamato per qualche giorno precari e disoccupati.

 
15/09/2010 - LEZIONE DI RETORICA (2) (celestino ferraro)

... Il Porcellum è legge dello Stato e come tale regolamenta il processo elettorale, cioè quel meccanismo mediante il quale la democrazia italiana elegge i rappresentanti del "popolo sovrano" da delegare in Parlamento. Il Parlamento è il DNA delle Leggi, dal Parlamento il popolo si attende quella legislazione che impone a tutti gli onesti ordine e rispetto delle regole. Considerare con ironica sufficienza il cosiddetto Porcellum, non è sventolio di retorica democratica, ma è solo un disprezzare l’Istituzione Parlamento che da quella legge attinge la propria legittimità. Se la legge ha previsto il nome del premier in scheda, qualche cosa voleva pur intendere, non credo che quel nome venga messo nella scheda solo per vanità d’orpello. Sarebbe una legge fatua, da dileggiare e non da rispettare: come meriterebbe.

 
15/09/2010 - LEZIONE DI RETORICA (celestino ferraro)

L’esercizio retorico è virtù dei dotti e in questa fase confusa (ma usuale) della nostra democrazia, mostrarsi all’altezza dei fatti richiede un impegno che non è da tutti. La Repubblica possiede un Peripatos aristotelico dove disputano i discepoli migliori. Con quelli potrebbe far concorrenza allo stesso Seneca che, come retore, era il non plus ultra dei suoi tempi. Si tratta del ribaltone finiano con un’agilità di eloquio così affascinante che, quasi quasi, verrebbe il desiderio di recarsi da Fini, sul campo – com’è rito degli Ordini Equestri – con diploma e medaglia, e farlo Cavaliere del GRAN RIBALTONE: “miez’ ‘e spare ‘e murtarette e ll’inno ‘e Garibalde cu’ ‘e trummette!... Scrive Giannini: "Con l'arma dell'ironia, Napolitano risponde agli attacchi del presidente del Consiglio e dei suoi luogotenenti, che da mesi tengono sotto assedio il Quirinale e sotto ricatto la Costituzione formale, in nome di un'inesistente "Costituzione materiale" forgiata dagli elettori attraverso l'indicazione del nome del candidato premier sulla scheda. Con l'arma della fermezza, Napolitano ripete che "la vita di un Paese democratico e delle sue istituzioni elettive, nelle quali si esprime la volontà popolare, deve essere ordinata secondo regole per potersi svolgere in modo fecondo"". (Cos’è il Porcellum se non un insieme di regole? Il colmo dei colmi è che l’opposizione candida Bersani o Vendola o Di Pietro o Casini al premierato proprio con il Porcellum: cos'è il paradosso..