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SCENARIO/ Polito: sarà il federalismo a "liquidare" Berlusconi

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Credo proprio di sì. Tremonti, in modo abile e neanche troppo coperto - se pensiamo che si presenta agli incontri con Berlusconi sempre accompagnato dai ministri leghisti - si accredita come l’uomo forte di questo patto. C’è anche chi dice che la Lega ha in mente un’ipotesi in cui o in questa legislatura, o nella prossima, appoggerà la leadership del «suo» Tremonti, no?

 

Secondo lei le ultime vicende legate al «Gruppo di responsabilità nazionale» di Nucara sono una conseguenza del timore di Berlusconi di essere troppo vincolato dalla Lega?

 

No, ieri sono state troppe le smentite e le prese di distanza. Mi pare uno dei tanti ballon d’essai che ogni tanto in politica si lanciano. E poi mi pare difficile che un parlamentare possa cambiare casacca quando il suo voto non è decisivo. A fine settembre il gruppo di Fini voterà la fiducia, i transfughi sarebbero aggiuntivi, superflui e dunque privi di «potere d’acquisto». Non penso infine che Berlusconi si faccia una nuova scorta di voti, col risultato di farsi condizionare. Ma come, liberarsi del ricatto dei finiani per sostituirlo con quello dei siciliani dell’Udc?

 

Prima che ieri rientrasse l’allarme in casa Udc, a Casini erano sfuggite parole forti: «bene, vorrà dire che mi libero di persone impresentabili…»

 

È scontato che un pezzo dell’Udc siciliana non potesse gradire la presenza del procuratore antimafia Grasso a Chianciano Terme, su invito di Casini. E se è così, vuol dire non lo sente più come il suo partito, anche perché quella magna pars dell’Udc fa una politica non di opposizione, ma di potere sul territorio. Non dimentichiamo che l’Udc da due legislature è all’opposizione, prima del centrosinistra poi del centrodestra…

 

Perché dice questo?

 

Perché conviene ricordare che l’Udc ha retto benissimo in termini di voti. L’ultima volta ha chiesto all’elettorato i voti contro Berlusconi, e li ha avuti. Il che vuol dire che c’è un elettorato di centro che ha votato deliberatamente contro Berlusconi. Non sarà semplice liberarsi dell’«anomalia» Udc.

 

Le elezioni si sono definitivamente allontanate?

 

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COMMENTI
15/09/2010 - costi standard (attilio sangiani)

penso che il principale motivo della scissione finiana sia proprio il problema dei "costi standard",che taglierebbero le unghie e i denti a tutti i parassiti del bilancio dello Stato,che prosperano da decenni soprattutto al Sud,come è notorio. Fini si è fatto "paladino del Sud" proprio per proteggere il clientelismo parassitario. Con la retorica dei sofisti,nemici della verità e di Socrate,copre con lezioni da professorino di scuola media le sue vere squallide ragioni. Quanto alla "tenuta" dell'U.D.C. la attribuirei al travaso dalla sinistra "cattolica",che ha compensato la emorragia verso il centrodestra nelle elezioni di due anni orsono ( non un secolo...).

 
15/09/2010 - ma alla fine, cosa sarà degli onesti? (adolfo ferrarese)

Veramente rimane da chiedersi, con tutte queste analisi sofisticate, approfondite e ripetute, cosa sarà degli onesti italiani che pagano le tasse e che si aspettano di poter guardare al futuro con un poco di serenità. Quando le tasse pagate da chi è onesto (o non riesce ad evadere?) raggiungono il 54-56% reale (si deve considerare l'evasione di eserciti di furbi che sono contati nel Pil ma non dovrebbero essere contati come unità di tassati) che fine fanno i nostri soldi? Mantenere una massa di politici e loro vassalli che applaudono solo perchè in attesa di un favore, di un'assunzione o di un appalto, in continue operazioni bizantine e che solo in apparenza riguardano motivazioni pubbliche mentre in realtà sono solo operazioni di potere (come in fondo la nascita del debito pubblico negli anni '80) quando inizierà a disgustarci? Quanti hanno pensato ad un Berlusconi imprenditore prestato alla Politica per poi vederlo seguire il motto "prometti molto e poi fa' il meno possibile per non scontentare nessuno"? Ripeto, se pagassimo le "belle tasse" in modo ragionevole (30%) potremmo anche osservare con più distacco, solo che oramai gli onesti sono arrivati a lavorare per loro e per le banche e basta (ripeto, gli onesti e ce ne sono molti, altrimenti lo stato italiano sarebbe fallito da tempo). Quindi, che analizziamo porcellum o altro se si continua a fare nulla e prendere tantissimo? Almeno le elezioni, allora, avrebbero sfamato per qualche giorno precari e disoccupati.

 
15/09/2010 - LEZIONE DI RETORICA (2) (celestino ferraro)

... Il Porcellum è legge dello Stato e come tale regolamenta il processo elettorale, cioè quel meccanismo mediante il quale la democrazia italiana elegge i rappresentanti del "popolo sovrano" da delegare in Parlamento. Il Parlamento è il DNA delle Leggi, dal Parlamento il popolo si attende quella legislazione che impone a tutti gli onesti ordine e rispetto delle regole. Considerare con ironica sufficienza il cosiddetto Porcellum, non è sventolio di retorica democratica, ma è solo un disprezzare l’Istituzione Parlamento che da quella legge attinge la propria legittimità. Se la legge ha previsto il nome del premier in scheda, qualche cosa voleva pur intendere, non credo che quel nome venga messo nella scheda solo per vanità d’orpello. Sarebbe una legge fatua, da dileggiare e non da rispettare: come meriterebbe.

 
15/09/2010 - LEZIONE DI RETORICA (celestino ferraro)

L’esercizio retorico è virtù dei dotti e in questa fase confusa (ma usuale) della nostra democrazia, mostrarsi all’altezza dei fatti richiede un impegno che non è da tutti. La Repubblica possiede un Peripatos aristotelico dove disputano i discepoli migliori. Con quelli potrebbe far concorrenza allo stesso Seneca che, come retore, era il non plus ultra dei suoi tempi. Si tratta del ribaltone finiano con un’agilità di eloquio così affascinante che, quasi quasi, verrebbe il desiderio di recarsi da Fini, sul campo – com’è rito degli Ordini Equestri – con diploma e medaglia, e farlo Cavaliere del GRAN RIBALTONE: “miez’ ‘e spare ‘e murtarette e ll’inno ‘e Garibalde cu’ ‘e trummette!... Scrive Giannini: "Con l'arma dell'ironia, Napolitano risponde agli attacchi del presidente del Consiglio e dei suoi luogotenenti, che da mesi tengono sotto assedio il Quirinale e sotto ricatto la Costituzione formale, in nome di un'inesistente "Costituzione materiale" forgiata dagli elettori attraverso l'indicazione del nome del candidato premier sulla scheda. Con l'arma della fermezza, Napolitano ripete che "la vita di un Paese democratico e delle sue istituzioni elettive, nelle quali si esprime la volontà popolare, deve essere ordinata secondo regole per potersi svolgere in modo fecondo"". (Cos’è il Porcellum se non un insieme di regole? Il colmo dei colmi è che l’opposizione candida Bersani o Vendola o Di Pietro o Casini al premierato proprio con il Porcellum: cos'è il paradosso..