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SCENARIO/ Polito: sarà il federalismo a "liquidare" Berlusconi

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Per ora sì, anche se non scommetterei nulla sul compimento naturale della legislatura. Come si sono allontanate in poco tempo, si possono riavvicinare altrettanto rapidamente. Il 15 dicembre per esempio, dopo la sentenza della Consulta sul legittimo impedimento, o anche prima, quando dovesse andare in aula un provvedimento qualsiasi sul diritto di voto agli immigrati. Il cammino della restante legislatura è così minato e la maggioranza così azzoppata, che il rischio di conflagrazione rimane altissimo in ogni momento.

 

Tutti sanno che un legge elettorale come quella attuale non dà stabilità, però al tempo stesso nessuno sembra disposto realmente a modificarla.

 

La legge elettorale nel sistema italiano è la madre di tutte le leggi, perché determina gli equilibri politici e la scomparsa o il trionfo parlamentare dei partiti. Chi è oggi in Parlamento ricorda bene che il governo Prodi è caduto quando si è cominciato a parlare di legge elettorale. Il centrodestra sa benissimo che il sistema attuale è una «porcata», ma sa anche che è quello che serve meglio gli interessi della sua parte. Non si trova ancora chi baratterà il bene comune con quello dell’interesse di partito. A destra come a sinistra.

 

Nel Pd si è riaperto il problema Veltroni. La sua linea è candidata a rimanere minoritaria o a creare una spaccatura?

 

Ci sono temi sui quali Veltroni parla a un’opinione pubblica vasta, anche più vasta del suo partito, però io credo che il cuore della sua polemica, relativa alla questione delle alleanze e all’autosufficienza del Pd, sia superato. L’idea di bipartitismo quasi perfetto che Veltroni ha avuto in testa in questi anni si sta dimostrando nei fatti, in questa legislatura, non corrispondente alla realtà dell’Italia. E comunque anche il bipolarismo appare in grave crisi: si stanno ingigantendo i partiti minori, si sfasciano quelli più grandi... E per ora non si vede dove andiamo.

 

 

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COMMENTI
15/09/2010 - costi standard (attilio sangiani)

penso che il principale motivo della scissione finiana sia proprio il problema dei "costi standard",che taglierebbero le unghie e i denti a tutti i parassiti del bilancio dello Stato,che prosperano da decenni soprattutto al Sud,come è notorio. Fini si è fatto "paladino del Sud" proprio per proteggere il clientelismo parassitario. Con la retorica dei sofisti,nemici della verità e di Socrate,copre con lezioni da professorino di scuola media le sue vere squallide ragioni. Quanto alla "tenuta" dell'U.D.C. la attribuirei al travaso dalla sinistra "cattolica",che ha compensato la emorragia verso il centrodestra nelle elezioni di due anni orsono ( non un secolo...).

 
15/09/2010 - ma alla fine, cosa sarà degli onesti? (adolfo ferrarese)

Veramente rimane da chiedersi, con tutte queste analisi sofisticate, approfondite e ripetute, cosa sarà degli onesti italiani che pagano le tasse e che si aspettano di poter guardare al futuro con un poco di serenità. Quando le tasse pagate da chi è onesto (o non riesce ad evadere?) raggiungono il 54-56% reale (si deve considerare l'evasione di eserciti di furbi che sono contati nel Pil ma non dovrebbero essere contati come unità di tassati) che fine fanno i nostri soldi? Mantenere una massa di politici e loro vassalli che applaudono solo perchè in attesa di un favore, di un'assunzione o di un appalto, in continue operazioni bizantine e che solo in apparenza riguardano motivazioni pubbliche mentre in realtà sono solo operazioni di potere (come in fondo la nascita del debito pubblico negli anni '80) quando inizierà a disgustarci? Quanti hanno pensato ad un Berlusconi imprenditore prestato alla Politica per poi vederlo seguire il motto "prometti molto e poi fa' il meno possibile per non scontentare nessuno"? Ripeto, se pagassimo le "belle tasse" in modo ragionevole (30%) potremmo anche osservare con più distacco, solo che oramai gli onesti sono arrivati a lavorare per loro e per le banche e basta (ripeto, gli onesti e ce ne sono molti, altrimenti lo stato italiano sarebbe fallito da tempo). Quindi, che analizziamo porcellum o altro se si continua a fare nulla e prendere tantissimo? Almeno le elezioni, allora, avrebbero sfamato per qualche giorno precari e disoccupati.

 
15/09/2010 - LEZIONE DI RETORICA (2) (celestino ferraro)

... Il Porcellum è legge dello Stato e come tale regolamenta il processo elettorale, cioè quel meccanismo mediante il quale la democrazia italiana elegge i rappresentanti del "popolo sovrano" da delegare in Parlamento. Il Parlamento è il DNA delle Leggi, dal Parlamento il popolo si attende quella legislazione che impone a tutti gli onesti ordine e rispetto delle regole. Considerare con ironica sufficienza il cosiddetto Porcellum, non è sventolio di retorica democratica, ma è solo un disprezzare l’Istituzione Parlamento che da quella legge attinge la propria legittimità. Se la legge ha previsto il nome del premier in scheda, qualche cosa voleva pur intendere, non credo che quel nome venga messo nella scheda solo per vanità d’orpello. Sarebbe una legge fatua, da dileggiare e non da rispettare: come meriterebbe.

 
15/09/2010 - LEZIONE DI RETORICA (celestino ferraro)

L’esercizio retorico è virtù dei dotti e in questa fase confusa (ma usuale) della nostra democrazia, mostrarsi all’altezza dei fatti richiede un impegno che non è da tutti. La Repubblica possiede un Peripatos aristotelico dove disputano i discepoli migliori. Con quelli potrebbe far concorrenza allo stesso Seneca che, come retore, era il non plus ultra dei suoi tempi. Si tratta del ribaltone finiano con un’agilità di eloquio così affascinante che, quasi quasi, verrebbe il desiderio di recarsi da Fini, sul campo – com’è rito degli Ordini Equestri – con diploma e medaglia, e farlo Cavaliere del GRAN RIBALTONE: “miez’ ‘e spare ‘e murtarette e ll’inno ‘e Garibalde cu’ ‘e trummette!... Scrive Giannini: "Con l'arma dell'ironia, Napolitano risponde agli attacchi del presidente del Consiglio e dei suoi luogotenenti, che da mesi tengono sotto assedio il Quirinale e sotto ricatto la Costituzione formale, in nome di un'inesistente "Costituzione materiale" forgiata dagli elettori attraverso l'indicazione del nome del candidato premier sulla scheda. Con l'arma della fermezza, Napolitano ripete che "la vita di un Paese democratico e delle sue istituzioni elettive, nelle quali si esprime la volontà popolare, deve essere ordinata secondo regole per potersi svolgere in modo fecondo"". (Cos’è il Porcellum se non un insieme di regole? Il colmo dei colmi è che l’opposizione candida Bersani o Vendola o Di Pietro o Casini al premierato proprio con il Porcellum: cos'è il paradosso..