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SCENARIO/ 2. Ecco perché Napolitano è il miglior alleato di Berlusconi

Pubblicazione:giovedì 2 settembre 2010

berlusconi_napolitano1R375_4nov09.jpg (Foto)

E questo risultato potrà essere conseguito, proviamo a ricordarlo: o con i due terzi del Parlamento (obiettivo utopico) o con una presa di responsabilità della maggioranza assoluta del Parlamento (magari con l’Udc che si astiene), ma senza usare la clava contro il resto del Paese, altrimenti (si legga la Costituzione) la bocciatura potrebbe arrivare dopo, con il referendum confermativo, che – temiamo di averlo già scritto – finirebbe per rendere maggioranza quanto in Parlamento è stato reso minoranza con la coercizione dei parlamentari. Ed è già successo, ma solo Bossi sembra aver imparato la lezione.

 

Insomma: se si limitasse a gestire l’ordinario, Berlusconi rischierebbe di finire nella trappola di Fini, che mai gli farà cadere il governo (finché non troverà un tema spendibile mediaticamente, su cui andare alle urne) e mai lo farà galoppare spedito. Se invece l’obiettivo fosse più alto, quello di assecondare le esigenze di riforme di cui il Paese ha bisogno, allora l’agenda delle priorità cambierebbe e, guarda caso, sarebbe in grado di allargare anche la base parlamentare, come anche il consenso popolare.

 

Chi oserebbe infatti mettersi contro un processo con tempi certi, se nel frattempo, però, si aumentano gli stanziamenti per la giustizia, che è senza mezzi? Nessuno, se non si mischiano le carte intervenendo anche sui processi in corso (misura questa che, se non da Fini, verrebbe bocciata da Napolitano o dalla Consulta, fra l'altro). E che ostacoli ci sarebbero a fare subito una riforma del fisco che utilizzi la leva fiscale (anche a parità di risorse stanziate, come ha opportunamente chiarito Alemanno al Meeting) a vantaggio delle famiglie con figli?

 


Nessuno, anzi arriverebbero i voti dell’Udc e di Rutelli, in aggiunta. E il federalismo? Si può provare a farlo in fretta, sulla pelle del Sud (ma con quali voti in Parlamento?), così poi la Lega andrebbe all’incasso al Nord e Fini-Casini al Centro-Sud. E il Pdl? Gli conviene? Ci vuole tempo, invece, per fare sul serio il federalismo fiscale, inserendo norme transitorie, sperimentali, ad esempio sul personale in esubero, e quindi quella commissione del Pdl per studiare la compatibilità del fenomeno, che Berlusconi aveva promesso a Fini, forse sarebbe il caso di farla davvero.


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