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GOVERNO/ Cosentino, il voto di domani può valere più dei cinque punti di Berlusconi

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Più duro Fabrizio Cicchitto: «È il momento del massimo senso di responsabilità perchè dalla fine di settembre in poi è in gioco la governabilità del Paese, che nelle intenzioni del Presidente Berlusconi deve essere gestita non in termini statici, ma con precisi obiettivi di modernizzazione. In questo quadro non è affatto accettabile il tatticismo potenzialmente destabilizzante di chi ipotizza un eventuale voto favorevole al discorso alla Camera e al Senato del Presidente Berlusconi e poi l'apertura di una sorta di guerriglia parlamentare».
 
«In secondo luogo - aggiunge Cicchitto - non è accettabile nel metodo e nella sostanza l'ipotesi di un voto trasversale sulla comunicazione televisiva sia perchè essa, allo stato, è caratterizzata nel suo complesso da una gestione equilibrata fra tutti i telegiornali, sia perchè l'esistenza di un gruppo parlamentare che nel contempo sta dentro e fuori della maggioranza prefigura una situazione politico-parlamentare non stabile, anzi perennemente a rischio di destabilizzazione».

La controreplica a Cicchitto è giunta dal finiano Benedetto Della Vedova: «È tatticismo esasperato quello di chi cerca di strappare all'opposizione qualche parlamentare nell'illusione di rendere ininfluenti i voti di Fli, cercando di affidare quel processo di modernizzazione del Paese di cui parla Cicchitto non al sostegno significativo di chi è impegnato da sempre nella realizzazione del programma di governo, ma al sostegno di altri. Contemporaneamente però dobbiamo sentirci il processo alle intenzioni da parte del capogruppo del Pdl. Sulla tv presenteremo una mozione che vuole impegnare il governo a esercitare il proprio ruolo di monitoraggio del contratto di servizio che prevede dei punti specifici in termini di informazione, pluralismo e correttezza. Tema sul quale credo che siamo tutti impegnati da liberali».

Tra i centristi, l'Udc Pierluigi Mantini ha dichiarato: «Apprezziamo la disponibilità dell'onorevole Cosentino all'utilizzo, da parte della magistratura, delle intercettazioni telefoniche che lo riguardano e dunque l'Udc voterà l'autorizzazione. Rispettiamo la volontà espressa che in questo caso coincide con la corretta interpretazione delle garanzie parlamentari, che non devono trasformarsi in privilegi o abusi».

«La nostra posizione sulla vicenda Cosentino è fin troppo chiara - dice Anna Finocchiaro (Pd) -. Sin dall'inizio della legislatura abbiamo avuto una linea precisa. Per me Cosentino deve dimettersi, da molto tempo abbiamo chiesto le sue dimissioni».