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SCENARIO/ 1. Berlusconi sceglie la politica del "pallottoliere" ma i conti non tornano...

Silvio Berlusconi (Imagoeconomica) Silvio Berlusconi (Imagoeconomica)



Agli occhi di un osservatore provinciale l’operazione può quindi riuscire nel miracolo di  un rassemblement post-democristiano avellinese, ma davvero non si vede quale utilità possa portare al presidente del Consiglio che, inopinatamente, vi sta dedicando tanto del suo tempo, ricevendo ora Nucara ora Pionati ora non so chi, per aggiungere o togliere nomi su un foglietto.

Certo, quest'area può costituire una zona di atterraggio morbido per i tre Liberaldemocratici, e soprattutto per i cinque siciliani capeggiati dal segretario regionale dell’Udc Saverio Romano che ha dichiarato a Chianciano: «Sulla mia tomba ci sarà scritto “non cambiò bandiera”», e ora se la cambia dovrà fornire una spiegazione credibile.

Ma allora parliamo del caso Sicilia. L’intervista di Calogero Mannino a IlSussidiario.net, alza il livello del confronto - ma anche i toni dello scontro - con Casini, tanto da configurarlo come irrimediabile. C’è qualcosa di incomprensibile in questa questione emersa quando già era irrisolvibile.

Non è facile capire cosa ci sia sotto, probabilmente c’entra anche il problema del personalismo di cui soffrono tutti i partiti della Seconda Repubblica, soprattutto nell’era in cui è possibile, da parte del leader, nominare i parlamentari. Ma di sicuro c’è anche una questione tutta siciliana, un’incompatibilità creatasi con il governatore Lombardo, che costringe, evidentemente, l’Udc siciliana a cercare altri approdi.