BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

SCENARIO/ 1. Berlusconi sceglie la politica del "pallottoliere" ma i conti non tornano...

Silvio Berlusconi (Imagoeconomica)Silvio Berlusconi (Imagoeconomica)



Ma anche se al gruppo di responsabilità (o “legione straniera” come la chiama Berlusconi), venissero nuovi apporti «da tutte le opposizioni», come assicura Pionati, l’operazione comunque - a mio sommesso avviso - sarebbe destinata a rilevarsi, per il premier, a saldo negativo: in grado di portare cioè più problemi dei vantaggi che in apparenza comporta.

Berlusconi è  davvero convinto, con una maggioranza che si è mostrata traballante con 100 deputati in più (per via delle assenze e dei doppi, tripli incarichi nel Pdl) di poterla ora gestire - quand’anche fosse - con uno-due deputati in più, mandando a mare Fini? No di certo, ed è quindi chiaro che lui conta anche sulla lealtà della maggioranza del gruppo finiano, come pure sulla correttezza dell’opposizione dell’Udc, sui temi economici e della giustizia, soprattutto.

Ma allora: non era il caso di puntare, come pure sembrano suggerirgli autorevoli esponenti della maggioranza (Cicchitto e Gasparri ad esempio) a un accordo alto (con Fini nella maggioranza, con l’Udc all’opposizione, e in definitiva anche con il Quirinale) su un pacchetto di riforme, dalla giustizia, al fisco familiare, al Mezzogiorno?

Così, è vero, se gli riesce l’operazione (ma è tutto da vedere), Berlusconi si fa una polizza assicurativa che gli consentirà una navigazione abbastanza tranquilla per un po’ di tempo. Ma con l’effetto di spingere Casini e Fini sempre più verso il terzo polo, chiudendosi lui, invece, in una maggioranza (che è minoranza nel Paese, dati alla mano) tutta imperniata nell’alleanza con Bossi. Ma com'è possibile, vien da chiedersi, che all’alleato leghista Berlusconi consenta tutto e agli alleati con cui siede insieme nel Ppe, nulla, proprio nulla?