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SCENARIO/ 2. Veltroni "gioca" a fare il Fini e inguaia Bersani

PEPPINO CALDAROLA analizza la crisi in corso all'interno del Partito Democratico, dopo il documento presentato da Walter Veltroni e sottoscritto da 75 parlamentari.Una frattura che rivela la fragilità delle due costruzioni politiche emerse dal voto di oltre due anni fa

veltroni_bersaniR375.jpg (Foto)

La nuova frattura nel Pd rivela la fragilità delle due costruzioni politiche emerse dal voto di oltre due anni fa. Il Pdl scopre di non riuscire a contenere tutte le destre e il Pd di non poter contenere tutte le sinistre.

Veltroni si è messo a capo di una minoranza che rivendica il ritorno allo spirito originario del Lingotto. Per far questo ha aggregato attorno a sé un gruppo di parlamentari fedeli, ma soprattutto quella componente che fa capo a Fioroni che era stata la più riottosa a dare il via alla nascita del Partito Democratico.

Queste componenti sono unite da un'aspirazione comune, quella del superamento del concetto di sinistra. Veltroni vuole andare oltre la sinistra, Fioroni fa leva su quella componente cattolico moderata che ha sempre osteggiato l’ipotesi di mescolarsi con la sinistra. L’altro schieramento, quello maggioritario che fa capo a D’Alema e Bersani, invece, intende riprendere lo spirito originario dell’Ulivo come alleanza fra sinistra e moderati.

Fin dove potrà spingersi questa spaccatura? Il rischio di una scissione c’è malgrado i promotori del documento dei 75 si siano affrettati a negarlo. Soprattutto la componente che fa capo a Fioroni  non perde occasione per denunciare il rischio di una riedizione dei vecchi Ds. Così come Fini sostiene che il Pdl è una Forza Italia allargata, così Fioroni e Gentiloni temono che il Pd si riveli una partito di sinistra sotto camuffate spoglie. Fini se ne è andato e non sarei sorpreso se al temine di un lungo scontro interno anche Fioroni e Gentiloni facessero la stessa scelta.


 


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COMMENTI
24/09/2010 - Caldarola (Silvio Riva)

Caldarola ipotizza un neo-prodismo perchè la sinistra possa tornare al potere, ma non dice come poi la indispensabile aggregazione con estrema sinistra e IDV (e gli ex DC) possa garantire coesione sufficiente ad affrontare una intera legislatura e a governare concretamente, senza ideologie, secondo necessità e possibilità. Politici con mentalità marxista-leninista, giustizialisti, ambientalisti e, in sintesi, tutti coloro i quali non tengono conto della realtà contigente delle persone e delle circostanze, possono certamente fare opposizione, ma difficilmente governare.