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SCENARIO/ 2. Veltroni "gioca" a fare il Fini e inguaia Bersani

Pubblicazione:martedì 21 settembre 2010

veltroni_bersaniR375.jpg (Foto)



È fondato il loro timore? Per molti aspetti non lo è. Il declino del Pd come partito a vocazione maggioritaria non è frutto di una scelta del leader attuale ma l’esito di una sconfitta politica.

La scommessa del Pd era fondata sulla possibilità dell’affermarsi del bipartitismo. Il bipartitismo non è mai nato, anzi, ci sono segni concreti di una crisi persino del  bipolarismo. Il panorama politico in questi due anni è profondamente cambiato. Il Pdl si sta disgregando in molte regioni, si afferma la Lega, Fini trova consensi alla sua idea di un nuovo partito di destra. Dall’altro lato rinasce la sinistra radicale guidata da Nichi Vendola, si conferma Di Pietro assediato dai grillini. Al centro Rutelli e Casini sanno di poter contare su un buon consenso elettorale.

Le prossime elezioni le vincerà non un partito a vocazione maggioritaria, ma quel partito che saprà aggregare una più vasta alleanza. Questa è la sfida di Bersani e per far questo il leader del Pd deve aggregare attorno a sè  un blocco elettorale riformista che faccia perno sull’idea di una sinistra democratica. Insomma deve rimettere in sella la strategia di Prodi, tentando di essere lui il nuovo Prodi.



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COMMENTI
24/09/2010 - Caldarola (Silvio Riva)

Caldarola ipotizza un neo-prodismo perchè la sinistra possa tornare al potere, ma non dice come poi la indispensabile aggregazione con estrema sinistra e IDV (e gli ex DC) possa garantire coesione sufficiente ad affrontare una intera legislatura e a governare concretamente, senza ideologie, secondo necessità e possibilità. Politici con mentalità marxista-leninista, giustizialisti, ambientalisti e, in sintesi, tutti coloro i quali non tengono conto della realtà contigente delle persone e delle circostanze, possono certamente fare opposizione, ma difficilmente governare.