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GOVERNO/ Souad Sbai lascia Fini e torna nel Pdl: nel Fli c'è profondo malessere

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«A volte sembra proprio che cada dalle nuvole - aggiungeva la deputata -, ma dove ha vissuto in tutti questi anni? Berlusconi è stato votato dal popolo italiano e va rispettato. Aggiungo un’altra cosa, non è corretto dichiarare che la maggioranza è piena di mafiosi, senza fare nomi. Se fossi a conoscenza di una cosa del genere andrei al primo Commissariato a sporgere denuncia. In questo modo porta avanti, invece, un tipico atteggiamento mafioso».

La scelta di aderire a Fli era nata per ragioni di lealtà: «Sono stata eletta nel Pdl in quota An. È il partito che ha creduto in me, prendendosi dei rischi perché per la prima volta il centrodestra candidava una straniera. Io non vengo dalla politica e nel mio dna c’è la lealtà. Per questo, dopo quello che è successo, ho deciso di non abbandonare chi mi aveva teso la mano invitandomi a portare le mie battaglie in Parlamento».

In vista della fiducia di settimana prossima, il voto su Cosentino di ieri aveva creato altre polemiche nel gruppo: «Il voto è segreto, ma anche i numeri fanno capire che una parte dei finiani ha votato con il governo. D’altronde il malessere c’è, inutile poi andare in televisione a dire che il gruppo è compatto».

Souad Sbai tra le linee dei futuristi già in passato aveva espresso la sua contrarietà ad "alleanze anomale" e probabilmente il "laboratorio siciliano" (la quarta giunta Lombardo con il sostegno di Fli,Udc,Api e Pd) è stata, tra le altre, la goccia che ha fatto traboccare il vaso: «No, guardi, se succede vado via - diceva questa mattina a IlSussidiario.net -. Non appoggio unioni anomale, la gente non capirebbe. Lo sanno tutti, non è la prima volta che lo dico. Io non ricatto nessuno, ma ho fatto una scelta. Mi sono presentata con il centrodestra e non ho la faccia tosta di andare a dire a chi ci ha votato che al Sud abbiamo un’alleanza diversa rispetto a quella che portiamo avanti in Parlamento».

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COMMENTI
24/09/2010 - LOGOMACHIA BOCCHINIANA (celestino ferraro)

Le barbe finte si son sbizzarrite, da Saint Lucia confezionano dossier falsi per screditare quel “vir bonus” di Gianfranco colpito dall’ira funesta del prode Silvio. I Bocchino, i Granata, i Della vedova & C. hanno fatto scudo e l’onta confezionata ad arte (uno tsunami dell’etica) dagli spioni s’è infranta sui villosi petti dei sodali finiani che, l’altro ieri, erano alfieri virtuosi del duce d’Arcore. Com’è volubile la natura umana, la passione è l’unica valore che la conduce, e foss’anche nel fuoco, ci s’immola orgogliosamente schiavi dell’ultimo delirio. In queste condizioni mai avremo una politica ideale generosamente spesa per la collettività. E se qualcuno rompe la regola, ecco che la storia se ne impadronisce per renderlo degno d’imperitura fama. Così forse per Platone, Cicerone, Machiavelli, Voltaire, Montesquieu, Hegel, eccetera (i contemporanei è meglio non citarli). Parliamo evidentemente di 2500 anni di storia nei quali le vicende dell’umanità si son piagate al ferro rovente di molte tirannie. Oggi le cose non son cambiate di molto, sempre l’uomo è l’interprete principale della tragedia umana, le inimicizie e gli odi, gli amori e la fedeltà, i tradimenti e il delitto sono il canovaccio che rendono la storia un romanzo. Ma dipende sempre dalla penna di chi scrive a saper dare alle cose il giusto tono per far sembrare il romanzo diverso dagli altri, ma è sempre lo stesso romanzo. Anche il dolore è sempre lo stesso. Ci s’immaginerebbe che dopo millenni il ...