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SCENARIO/ 1. Per Tremonti prove di leadership all'ombra di Unicredit

Pubblicazione:giovedì 23 settembre 2010

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Mercatista per eccellenza Profumo, con cui ebbe uno scontro furibondo all’epoca dei Tremonti bond che Mr. Arrogance rifiuterà sdegnosamente, varando un aumento di capitale cashes che provocherà non pochi mal di pancia alle fondazioni azioniste; economista sociale di mercato il ministro valtellinese. Insomma due figure agli antipodi.

Ciò nonostante il Tesoro lo ha difeso ben sapendo che una leadership futura capace di allargare lo spettro del centrodestra, coagulando consensi ben oltre il bacino leghista e pidiellino del nord, si costruisce anche e soprattutto così: tenendosi il più possibile lontano dal teatrino della politica di questa estate, non senza furbizie; incarnando dopo la crisi mondiale una nuova idea di Europa federale (un continente, un mercato, una moneta), dopo anni di euroscetticismo; blindando i conti pubblici alla Padoa-Schioppa perché nel nuovo mondo non è più pensabile fare crescita con il deficit; spacciando prudenza sul taglio delle tasse perché l’impellenza è tenere i conti a posto e non si possono fare salti nel buio; frenando i bollenti spiriti leghisti sul federalismo fiscale, che è un processo lungo e graduale, non si può fare la figura di quelli che firmano assegni scoperti perché a pagarne il conto sarebbero le famiglie italiane; e infine tessendo la tela tenace con la galassia del nord, a cominciare dal mondo guzzettiano delle fondazioni bancarie.

Tra il gran capo dell’Acri e il ministro del Tesoro ci sono stati alti e bassi feroci in passato. Prima la battaglia per la riforma delle fondazioni voluta dal Tesoro e tagliata quasi su misura per il leghismo egemone ma stoppata dal banchiere; poi, negli ultimi anni, la grande pax: la collaborazione in Cassa depositi e prestiti, l’housing sociale, il Fondo Pmi e nelle ultime ore la sintonia per un atterraggio morbido in UniCredit.

Un ritorno obbligato al localismo dopo la stagione del gigantismo apolide e dell’onnipotenza dei manager, che ha avuto il suo epilogo con la defenestrazione di Alessandro Profumo. Forse Tremonti sul punto ha perso, ma alla lunga, in chiave leadership politica, la posizione istituzionale assunta (scontentando qualche vecchio amico) potrebbe fare la differenza…



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