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Politica

SCENARIO/ 2. Sbai (Fli): pronta a lasciare Fini in caso di alleanza con la sinistra

Souad Sbai (Imagoeconomica)Souad Sbai (Imagoeconomica)



«Nel mondo della politica c’è molta malignità, ma devo dire che non è successo. Mi sarei comunque offesa perché non aspiro a nessun posto. A Berlusconi, tra l’altro, avevo comunicato direttamente la mia scelta e l’ha rispettata».

Quali conseguenze politiche bisogna trarre invece dal voto di ieri sulle intercettazioni a carico del sottosegretario Cosentino? Fli ha votato a favore, ma la maggioranza è arrivata a 308 voti.


«Il voto è segreto, ma anche i numeri fanno capire che una parte dei finiani ha votato con il governo. D’altronde il malessere c’è, inutile poi andare in televisione a dire che il gruppo è compatto».

Vuol dire che i “franchi tiratori” erano anche tra voi?


«Ripeto, il malessere c’è e qualcuno l’ha anche esplicitato, poi il voto è segreto».

Alla convention di Generazione Italia, fissata per novembre, potrebbe nascere un vero e proprio nuovo partito finiano?


«Non mi hanno avvertito di questo, non ne so nulla. Si è sempre parlato di gruppo parlamentare, non di partito. Sono due cose diverse. Siamo ancora nella fase della “separazione in casa”, finché la situazione è questa c’è tempo per riflettere».

Lei davvero crede ancora in un colpo di scena, in un’insperata pace tra Fini e Berlusconi?


Se un giorno si incontrassero a parlare, chiarendo ogni cosa senza intermediari, potrebbe anche accadere. In passato sono stati mal consigliati entrambi».

Da ultimo, qual è il suo giudizio sulla quarta giunta siciliana di Lombardo che per la prima volta dovrebbe portare al governo della regione un’innovativa alleanza tra Fli, Udc, rutelliani e Partito Democratico?

«No, guardi, se succede vado via. Non appoggio unioni anomale, la gente non capirebbe. Lo sanno tutti, non è la prima volta che lo dico. Io non ricatto nessuno, ma ho fatto una scelta. Mi sono presentata con il centrodestra e non ho la faccia tosta di andare a dire a chi ci ha votato che al Sud abbiamo un’alleanza diversa rispetto a quella che portiamo avanti in Parlamento».

(Carlo Melato)

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