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Politica

SCENARIO/ L'affaire Fini, la casa a Montecarlo fan solo rimpiangere la Prima Repubblica

Sui quotidiani, in televisione, su internet non si parla che della casa di Montecarlo e dell'affaire Fini. Ecco l'analisi di GIANLUIGI DA ROLD

fini_lupaR375.jpg(Foto)

Mi scuso con gli eventuali lettori, perché questo mio "pezzo" può sembrare frutto di uno sfogo dovuto alla lettura mattutina (sono recidivo da anni, ahimè, per ragioni professionali) di una decina tra quotidiani e settimanali.

Evaporato nel giro di 24 ore il "caso Profumo", mi sono ritrovato, mio malgrado, immerso nell'affare Tulliani, cioè la casa di Montecarlo, donata in punto di morte da una nobile ex fascista, ad Alleanza Nazionale e poi finita in altre mani, a quanto sembra. Sono completamente refrattario alle soap-opere e quindi non so proprio a quale puntata siamo arrivati in questo "affaire" che coinvolge il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, e una serie di comparse che contemplano persino l'ex presidente del Perugia Calcio, Luciano Gaucci, transfuga a Santo Domingo, vicino allo Stato di Santa Lucia, ed ex fidanzato della signora Tulliani che ha un fratello apparentemente "scostumato". Solo a compilare un eventuale tabellone di questa "pièce" ci vuole un metro di vecchio e nobile piombo tipografico.

Devo anche aggiungere che non sono affatto moralista e so benissimo che gli affari politici sono sempre mescolati a vicende romanzesche, dove soprattutto sesso e soldi hanno una funzione determinante. Al proposito che cosa devo ricordare? Lo scandalo Montesi degli anni Cinquanta italiani, che portò a un attacco indiretto, all'interno della Dc, contro Alcide De Gasperi? Oppure allo scandalo inglese degli anni Sessanta di un altro Profumo (John, detto Jack), allora ministro della Guerra, inebetito di fronte alle splendide gambe di Christine Keeler?

Anche in quelle situazioni, come in molte altre, ci possono essere "tormentoni" che contemplano tutto: politica, colpi di scena, sesso, servizi e presunti servizi "deviati", spie e depistaggi vari. E devo aggiungere che i giornali, in fin dei conti, non fanno che il loro mestiere: cercano di vendere e in più si schierano a seconda delle loro libere opinioni.

Ma detto questo, va aggiunto che nessuno degli scandali avvenuti in tutte le democrazie occidentali ha mai rappresentato l'immagine prevalente, tanto mai esatta, della realtà di un Paese. Era consuetudine, nei grandi ambienti democratici dell'ultimo dopoguerra, sentir dire: "La democrazia ha uno stomaco di ferro e alla fine digerisce tutto. Per fortuna." E' invece diversa da questa consolidata tradizione l'ormai fragile democrazia italiana e lo spettacolo di desolazione che offre questo Paese, soprattutto nella sua classe dirigente presa in blocco.


COMMENTI
27/09/2010 - questione morale (luisella martin)

Non ho niente da aggiungere. L'analisi fatta é ahimé chiarissima. Temo che nemmeno Silvio riuscirà, domani,a risollevare il morale della gente comune come me. Se potessi farlo gli direi di mollare.A mio parere i ministri e i parlamentari di destra e di sinistra che non hanno capito l'umore del popolo italiano in questi giorni, sono troppi!

 
25/09/2010 - casa montecarlo (paola lviano)

Fini mi delude,arranca,fa la voce grossa,colpevolizza altri;dov'è finito il nostro Giafranco?L'unico risultato che otterrà sarà quello di regalare la nazione a Vendola.