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Politica

SCENARIO/ 2. Domani il "voto" su Berlusconi-Fini: elezioni o guerra ad oltranza?

Nuove elezioni o tregua tra finiani e Pdl? Con il voto di mercoledì alla Camera, tutto può succedere. Intanto, il premier cerca di capire come rimontare nei sondaggi. Il commento di PEPPINO CALDAROLA

Foto ImagoeconomicaFoto Imagoeconomica

Mercoledì alla Camera può accadere tutto e, più probabilmente, può non accadere nulla. Queste ore preparatorie del dibattito sono piene di notizie di febbrili trattative e anche di scontri nella maggioranza.

Berlusconi vuole il voto su un documento, i finiani vogliono un vertice di maggioranza per concordare il testo. Le due parti in contrasto stanno cercando di esplorare la possibilità di una convivenza mentre falchi e colombe svolazzano su entrambi gli schieramenti. Fini crede di aver chiuso, con il video mandato in onda sabato, la questione della casa di Montecarlo. I giornali che lo hanno attaccato fanno sapere di non voler mollare la presa.

Fra i berlusconiani alcuni leggono le parole di Fini come una sorta di resa con la susseguente richiesta di tregua, altri mettono l’accento sulle parole con cui il presidente della Camera ha tirato in ballo il premier accusandolo di favorire la campagna di delegittimazione. La Lega assiste a questa fase convulsa non nascondendo la sua diffidenza sulla possibilità che il governo possa proseguire nella pienezza dei suoi poteri.

Se si dovesse concretizzare lo scenario della rottura la fine della maggioranza sarebbe certificata e le elezioni anticipate si farebbero più vicine. Se invece si trovasse il modo di evitare lo scontro finale sul voto, ci si avvierebbe verso una fase carica di tensioni che potrebbero riaccendersi soprattutto sul dossier giustizia.