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SILVIO BERLUSCONI/ Il testo integrale dell'intervento alla Camera

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La mia amarezza, a questo proposito, deriva non solo dal fatto che sono convinto che l’azione del Governo non meritasse le critiche che gli sono state rivolte, ma anche dal fatto che uno degli obiettivi più importanti che mi sono posto, praticamente dal momento stesso in cui sono sceso in politica, è stato quello di riunire i moderati italiani in un’unica grande forza politica, capace di costituire uno dei pilastri del nascente bipolarismo.

La nascita del Popolo della Libertà ha rappresentato da questo punto di vista un primo rilevante risultato che ritenevo e ritengo tuttora importante, anzi importantissimo, in vista dell’unione quanto più ampia possibile dell’area moderata e riformista e che ha come punto di riferimento il Partito Popolare Europeo. Voglio ricordare quanto abbiamo scritto nella Carta dei Valori con la quale il Popolo della Libertà si è presentato agli elettori: “Il Popolo della Libertà è nato dalla libertà, nella libertà e per la libertà, perché l’Italia sia sempre più moderna, libera, giusta, prospera, autenticamente solidale.

Noi sappiamo che i nostri valori sono radicati nella migliore tradizione politica del nostro Paese e della nostra società. Nel Popolo della Libertà si riconoscono infatti laici e cattolici, operai ed imprenditori, giovani e anziani. Si riconoscono donne ed uomini del nord, del centro e del sud. Siamo orgogliosi di questo nostro carattere popolare, perché ci conferma nel nostro disegno, che è quello di unire la società italiana, e di condurla tutta insieme verso un futuro migliore”. Risulta chiaro da queste parole che chi ha dato vita al Popolo della Libertà lo ha fatto con lo scopo di unire e non di dividere. Chi si è candidato ed è stato eletto con il Popolo della Libertà si è impegnato quindi davanti agli italiani a perseguire l’unità, e non le divisioni.

Per queste ragioni, per il fatto che il popolo italiano dalle scorse elezioni ad oggi ha sempre dimostrato e continua a dimostrare la sua fiducia nella maggioranza parlamentare e nel Governo che ha scelto, io ritengo che i passi indietro determinati dalle vicende di questi ultimi mesi, non abbiano per nulla intaccato la validità di questo progetto, che è essenziale per il bene del nostro Paese. Perciò sono convinto che in entrambi gli schieramenti si possa e si debba proseguire nell’impegno di costruire, pur nel riconoscimento delle diversità e dell’autonomia delle molteplici forze politiche, delle alleanze di governo e non semplicemente dei cartelli elettorali. Il passaggio di oggi costituisce un punto cruciale della legislatura.

E’ importante riconoscerlo, per andare avanti e per non tornare indietro. Per il Paese è indispensabile che i prossimi tre anni della legislatura vengano utilizzati per completare le riforme economiche e sociali di cui l’Italia ha bisogno e per approvare quelle riforme istituzionali che sono necessarie per dotare il nostro Paese di un Parlamento e di un governo adeguati alla sua storia ed al suo futuro. Questa legislatura deve quindi continuare ad essere la legislatura delle riforme, compresa la riforma istituzionale, per la quale esiste una larga convergenza su alcuni punti essenziali: il rafforzamento dei poteri dell’esecutivo, il superamento del bicameralismo perfetto, la diminuzione del numero dei parlamentari, la riforma dei regolamenti delle Camere. Su questa riforma delle istituzioni c’è un lavoro già svolto in Parlamento che può diventare la base di partenza per un confronto che potrebbe approdare ad una decisione positiva entro la fine della legislatura.

Onorevoli colleghi,
sono convinto che sia assoluto interesse del nostro Paese non rischiare un periodo di instabilità. Occorre fare ogni sforzo affinché ciò non accada.
Occorre moltiplicare l’impegno comune per portare a compimento la legislatura con un’azione legislativa e di governo sempre più efficace.

Occorre realizzare il nostro programma di riforme, il programma che abbiamo presentato al popolo italiano e sul quale il popolo italiano ci ha dato il mandato a governare. Dobbiamo tenere ben presente che nel popolo italiano si è profondamente radicata la volontà di poter scegliere direttamente da chi essere governati, ad ogni livello: dal sindaco della propria città al capo del proprio governo. La gran parte dei cittadini, per qualsiasi partito votino, non vuole che le decisioni fondamentali prese al momento delle elezioni possano venire alterate da logiche o interessi politici che sono a loro completamente estranei.

Lo dico convinto che questo governo abbia fin qui ben operato, lo dico convinto che non vi siano le condizioni di un’alternativa ad esso che possa rispettare sia la volontà popolare, sia la logica di un parlamento democratico, lo dico convinto che l’azione e i successi del governo sono stati resi possibili dal forte sostegno e dall’impegno costante dei gruppi parlamentari della maggioranza, sia della Camera che del Senato, ai quali va il sentito ringraziamento mio personale e dell’intero esecutivo.

Abbiamo quindi il dovere di continuare a governare e a governare sempre meglio nell’interesse del Paese, secondo il mandato che gli elettori ci hanno liberamente dato due anni fa, e che hanno ripetuto e rafforzato ad ogni successiva tornata elettorale.

Lo ripeto: oggi siamo di fronte a un passaggio delicato della vita politica italiana, le cui sorti sono affidate al senso di responsabilità di tutti e di ciascuno, sono affidate alla capacità della “politica” di mettere in primo piano il bene comune e l’interesse nazionale.

Ecco perché, onorevoli colleghi, oggi voglio rivolgermi non solo alla maggioranza ma all’intero Parlamento, al di là di ogni schieramento. Spero che le mie parole siano meditate da ciascuno di voi e, in particolare rivolgo un appello a tutti i moderati e a tutti i riformatori: a quelli che condividono i valori liberali e democratici e a quelli che hanno la stessa visione della libertà, della patria, della persona, della famiglia, dell’economia e del lavoro. È un invito che rivolgo anche alle forze più responsabili dell’opposizione affinché valutino il nostro programma riformatore senza pregiudizi, avendo come obiettivo il bene di tutti i cittadini.

Per quanto ci riguarda, consapevoli delle responsabilità che gli italiani ci hanno attribuito, continueremo ad impegnarci con dedizione, con passione, con entusiasmo nell’attività di governo, per un’Italia più libera, più giusta e più prospera.

Vi ringrazio. (Silvio Berlusconi - Camera dei Deputati - 29 Settembre 2010)



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