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SILVIO BERLUSCONI/ Il testo integrale dell'intervento alla Camera

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Gli Enti locali godranno dunque di una maggiore autonomia fiscale: la cedolare secca sugli affitti, appena introdotta con uno dei primi decreti attuativi, risponde appunto a questa impostazione. Il federalismo fiscale non comporterà maggiori costi per lo Stato e sarà attuato senza alcun aggravio della pressione fiscale complessiva, che sarà anzi destinata a diminuire progressivamente, in ragione sia della diminuzione degli sprechi, sia del restringersi dell’area dell’evasione fiscale.

Dall’attuazione del Federalismo nascerà una nuova Italia, l’Italia delle autonomie più attente e vicine alle reali esigenze dei cittadini. Un’Italia della responsabilità a fondamento di un nuovo patto nazionale. La realizzazione del nuovo assetto avverrà attraverso la valorizzazione di tutte le autonomie ordinarie, degli enti locali e nel rispetto delle autonomie speciali con l’impegno di salvaguardarne la peculiarità. Con questa riforma viene a compimento una delle missioni per le quali ci siamo impegnati in questi anni e che ha rappresentato uno dei pilastri della coalizione alla quale gli italiani hanno dato la responsabilità di governare il Paese.


La riforma fiscale per la crescita
L’obiettivo della maggioranza di governo è ridurre la pressione fiscale e disboscare la grande giungla di un sistema fiscale che è praticamente rimasto invariato nelle sue parti fondamentali fin dalla riforma dei primi Anni Settanta.

Tenendo conto delle esigenze e delle compatibilità del bilancio pubblico, sulla base della lotta all’evasione fiscale e del dividendo della crescita, senza creare ulteriore deficit, il Governo intende pervenire entro la legislatura al varo di norme che consentano una graduale riduzione della tassazione su famiglie, lavoro, ricerca.

Per le famiglie, soprattutto per quelle monoreddito delle fasce più deboli della popolazione, resta fondamentale l’obiettivo del quoziente familiare, che già si sta parzialmente sperimentando in una rete di Comuni tra cui la Capitale, con una revisione delle imposte locali e delle tariffe a favore dei redditi familiari, anche con un sostegno diretto alla libertà di educazione. Il sostegno alla famiglia e il riconoscimento del valore di ogni essere umano richiedono anche l’approvazione di norme a tutela della vita sulle quali esiste in questo Parlamento un consenso non limitato alle forze di governo.

Per le imprese si è già cominciato a ridurre il carico dell’Irap, attraverso la manovra economica e le misure per lo sviluppo nelle Regioni del Sud. In determinati casi, le nuove iniziative imprenditoriali si vedranno ridurre a zero l’Irap. E’ un’ipotesi importante di fiscalità di vantaggio. Ogni intervento sul fisco dovrà essere ovviamente supportato da una rigorosa analisi costi-benefici e dal consenso dell’Unione Europea, considerando che il debito pubblico che abbiamo ereditato resta superiore al prodotto interno lordo.
La riforma fiscale sarà dunque la chiave strategica per la crescita del Paese.


 
 

 

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