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VOTO/ 2. Binetti (Udc): le ragioni del mio no a Berlusconi

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E’ un no che dovrebbe trascinare con sé una autentica volontà di ricominciare daccapo, mutando almeno alcune delle condizioni politico-economiche che minacciano di trascinare il paese sempre più in basso, impoverendolo non solo sul piano finanziario ma anche e soprattutto sul piano morale. La vera sfida lanciata con questo appuntamento, di cui si parla con insistenza da mesi e che a volte ha assunto aspetti addirittura grotteschi, è quella che riguarda il post-berlusconismo, non nel senso che Berlusconi non ci sarà più, ma nel senso che cambia radicalmente uno stile e un modo di fare politica. Si abbandona la politica virtuale, tutta giocata su scenari di fantapolitica, per tornare al realismo della politica che va al cuore dei problemi, cercando di realizzare con fatica, ma con fermezza quel bene comune che comincia proprio dalle classi sociali più fragili e in difficoltà. Il termine berlusconismo è diventato sinonimo della girandola di parole, di promesse, di emozioni e di sensazioni con cui si cerca di ubriacare quanta più gente possibile, per ottenerne il voto e blandirla con promesse di un tempo che verrà.


Il post-berlusconismo che vorremmo cominciasse da domani, comunque vadano le cose in aula, dal momento che è fin troppo evidente che avrà comunque la sua maggioranza, riguarda proprio il nuovo stile della politica e non c’è dubbio che su disegni di legge concreti e costruttivi il mio voto, e non solo mio se penso a tutto il gruppo dell’Unione di Centro, sarà sempre a favore di ciò che di fatto costituisce un servizio concreto ai bisogni dei cittadini. Il berlusconismo come modo di far politica ha creato nel paese una serie di difficoltà non indifferenti che si possono sintetizzare in tre punti che hanno una forte rilevanza anche sotto il profilo etico: la violenza del dibattito politico, sempre ai margini del conflitto aperto e della contraddizione permanente; il macro-gap che separa fatti concreti e promesse elettorali; la sistematica mancanza di autocritica che non dà mai ragione dei risultati non conseguiti e si limita a rilanciarli di volta in volta come se ogni volta si trattasse della prima volta…

 

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COMMENTI
02/10/2010 - L'idea vincente degli antiberlusconiani: Il nulla (Costanzo Rossi)

L'ideale vincente della Binetti, per come ce la racconta, è il nulla. Sono esterrefatto della pochezza di profondità e dell'incapacità che emerge di esprimere un giudizio di valore. E' disarmante leggere un articolo che mentre da un lato addita Berlusconi come un irresponsabile totale usando male le parole di Bagnasco solo per rafforzare la propria posizione; dall'altro elenca una serie di enunciazioni che non dicono nulla, se non una idea della politica del passato (democristiano e del compromesso storico di fatto) per fortuna non più in auge, che ai bisogni della gente rispondeva AUMENTANDO SEMPRE PIU' IL DEBITO PUBBLICO. Politici che hanno sostenuto le baby pensioni, i falsi invalidi, opere pubbliche infinite ed incontrollate, assunzioni clientelari a non finire, e la scuola come stipendificio inventando riforme al solo scopo di assumere. In una parola politici, come la Binetti, senza coraggio. Egregia Signora non le è chiesto di sostenere il governo (del Diavolo?), ma di confrontarsi con la realtà riconoscendo senza pregiudizi il buono che sino ad oggi si è fatto e dando una mano a concretizzare le buone intenzioni che sono sul tavolo. Attendendo lei e i suoi Casini tempi migliori per primeggiare e cercare voti. Quando il governo Berlusconi dovesse cadere come lei e i suoi si augurano pensa che si giungerà prima a metter mano alle cose che interessano gli italiani? Suvvia. Per il futuro sia più coraggiosa e non si faccia trasportare dall'onda antiberlusconiana.

 
29/09/2010 - meriti etici e scientifici ma poca competenza poli (attilio sangiani)

Ho stimato la sig. Binetti quando condivideva la responsabilità di "Scienza e Vita". Ho poco compreso la sua candidatura nel P.D.,dominato dai fautori di tutte le scelte bioetiche ed etiche contrarie alla personalità della Binetti. Invece ho capito la sua uscita dal P.D.,per entrare nella U.D.C. Uscita che mi è sembrata un pentimento per la scelta precedente. La sua logorroica lettera di oggi pare anche a me "aria fritta",senza alcun serio contenuto che non sia "l'antiberlusconismo" di maniera. Binetti non ricorda le contrastate ( dalla sinistra ) leggi come la 40/2004,il Disegno di Legge sul "fine vita" e tutti i tentativi ( persino con un Decreto Legge del Governo presieduto da Berlusconi,non voluto promulgare da Napolitano per miserabili ragioni:forse per non voler sostenere l'urto che gli sarebbe arrivato dai suoi ex-compagni,oggi schierati su posizioni laiciste e radical-individualiste. Il disegno sul "fine vita" è una delle due ragioni della secessione di Gianfranco Fini,che è il vero ostacolo alla approvazione della legge nella versione del P.d.L. L'altra ragione mi pare che sia il timore che,finalmente,si cerchi di contenere lo spreco di denaro pubblico e la malavitosità diffusi specialmente i ben individuabili ragioni del Sud. Contenimento che deriverebbe dalla approvazione del Decreto Legislativo sui "Costi Standard",delegato al Governo dalla Legge sul Federalismo Fiscale. Fini si fa paladino dello spreco che tanto indigna l'elettorato del Nord e rafforza Bossi.

 
29/09/2010 - Non ho capito. (Giuseppe Crippa)

Non ho capito a quali proposte di interventi, in questo momento finanziariamente irrealizzabili, il signor Riva alluda, ma anch’io non ricordo grandi cose fatte dai governi di sinistra mentre ricordo bene le grandi cose fatte dai governi di destra negli ultimi 15 anni: La legge sulle rogatorie internazionali, la depenalizzazione del falso in bilancio, la legge Cirami, il lodo Schifani, il decreto salva Rete 4, la legge Gasparri, il condono edilizio nelle aree protette, la legge ex Cirielli, la legge Pecorella, il lodo Alfano, la Tremonti bis, il decreto salva-calcio, il condono "tombale", l’incentivo per l'acquisto del decoder, ed infine l’aumento dal 10 al 20% dell'IVA sui servizi di tv a pagamento.

 
29/09/2010 - Binetti e intenzione voto (Silvio Riva)

Opinioni democraticamente rispettabili, ma, a mio parere, aria fritta. Si parla di enunciazioni da parte del governo prive di riscontri concreti, ma si risponde con proposte di interventi prive di passi concreti in relazione alle disponibilità finanziarie presenti. Non ricordo grandi cose fatte dai governi di sinistra, PRIMA della attuale crisi, per i settori che stanno a cuore alla Binetti.