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VOTO/ 2. Binetti (Udc): le ragioni del mio no a Berlusconi

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Non a caso nella prolusione che il Cardinal Bagnasco ha pronunciato ieri davanti alla Conferenza episcopale italiana parlando di politica ha voluto dettare un criterio fondamentale «per una onesta valutazione dell’agire politico: la capacità di individuare le obiettive esigenze delle persone e delle comunità, di analizzarle e di corrispondervi con la gradualità e nei tempi compatibili. È, in altre parole, il criterio della reale efficacia di ogni azione politica rispetto ai problemi concreti del Paese». Occorre dire basta alla politica delle illusioni, che inevitabilmente si traduce in una politica delle delusioni. E il discorso di Bagnasco continua dicendo: «Occorre, inoltre, che chiunque accetta di assumere un mandato politico sia consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell’onore che esso comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda (cfr art. 54)». Il richiamo alla sobrietà e al senso di disciplina che si richiedono a chi fa politica va accompagnato anche alla consapevolezza dell’onore che comporta e che richiede una grande dignità nello svolgere il proprio ruolo con la necessaria competenza che implica comunque e sempre un forte senso della realtà.


Oggi come oggi sembra che nel nostro paese ci siano pochi ruoli che godono di un prestigio inferiore a quello che si riserva ai politici, a cui si attribuiscono tutte le colpe e le responsabilità per questa stagnazione morale e imprenditoriale, sociale e culturale che stiamo vivendo. Difficile capire quando, come e perché la politica sia caduta così in basso nell’opinione pubblica, arrivando a perdere quasi completamente la fiducia dei cittadini e diventando l’organo bersaglio di tutti i mali del paese. Ma è urgente invertire la rotta e ricominciare a fare politica in altro modo, soprattutto se si è cattolici impegnati in politica…

 

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COMMENTI
02/10/2010 - L'idea vincente degli antiberlusconiani: Il nulla (Costanzo Rossi)

L'ideale vincente della Binetti, per come ce la racconta, è il nulla. Sono esterrefatto della pochezza di profondità e dell'incapacità che emerge di esprimere un giudizio di valore. E' disarmante leggere un articolo che mentre da un lato addita Berlusconi come un irresponsabile totale usando male le parole di Bagnasco solo per rafforzare la propria posizione; dall'altro elenca una serie di enunciazioni che non dicono nulla, se non una idea della politica del passato (democristiano e del compromesso storico di fatto) per fortuna non più in auge, che ai bisogni della gente rispondeva AUMENTANDO SEMPRE PIU' IL DEBITO PUBBLICO. Politici che hanno sostenuto le baby pensioni, i falsi invalidi, opere pubbliche infinite ed incontrollate, assunzioni clientelari a non finire, e la scuola come stipendificio inventando riforme al solo scopo di assumere. In una parola politici, come la Binetti, senza coraggio. Egregia Signora non le è chiesto di sostenere il governo (del Diavolo?), ma di confrontarsi con la realtà riconoscendo senza pregiudizi il buono che sino ad oggi si è fatto e dando una mano a concretizzare le buone intenzioni che sono sul tavolo. Attendendo lei e i suoi Casini tempi migliori per primeggiare e cercare voti. Quando il governo Berlusconi dovesse cadere come lei e i suoi si augurano pensa che si giungerà prima a metter mano alle cose che interessano gli italiani? Suvvia. Per il futuro sia più coraggiosa e non si faccia trasportare dall'onda antiberlusconiana.

 
29/09/2010 - meriti etici e scientifici ma poca competenza poli (attilio sangiani)

Ho stimato la sig. Binetti quando condivideva la responsabilità di "Scienza e Vita". Ho poco compreso la sua candidatura nel P.D.,dominato dai fautori di tutte le scelte bioetiche ed etiche contrarie alla personalità della Binetti. Invece ho capito la sua uscita dal P.D.,per entrare nella U.D.C. Uscita che mi è sembrata un pentimento per la scelta precedente. La sua logorroica lettera di oggi pare anche a me "aria fritta",senza alcun serio contenuto che non sia "l'antiberlusconismo" di maniera. Binetti non ricorda le contrastate ( dalla sinistra ) leggi come la 40/2004,il Disegno di Legge sul "fine vita" e tutti i tentativi ( persino con un Decreto Legge del Governo presieduto da Berlusconi,non voluto promulgare da Napolitano per miserabili ragioni:forse per non voler sostenere l'urto che gli sarebbe arrivato dai suoi ex-compagni,oggi schierati su posizioni laiciste e radical-individualiste. Il disegno sul "fine vita" è una delle due ragioni della secessione di Gianfranco Fini,che è il vero ostacolo alla approvazione della legge nella versione del P.d.L. L'altra ragione mi pare che sia il timore che,finalmente,si cerchi di contenere lo spreco di denaro pubblico e la malavitosità diffusi specialmente i ben individuabili ragioni del Sud. Contenimento che deriverebbe dalla approvazione del Decreto Legislativo sui "Costi Standard",delegato al Governo dalla Legge sul Federalismo Fiscale. Fini si fa paladino dello spreco che tanto indigna l'elettorato del Nord e rafforza Bossi.

 
29/09/2010 - Non ho capito. (Giuseppe Crippa)

Non ho capito a quali proposte di interventi, in questo momento finanziariamente irrealizzabili, il signor Riva alluda, ma anch’io non ricordo grandi cose fatte dai governi di sinistra mentre ricordo bene le grandi cose fatte dai governi di destra negli ultimi 15 anni: La legge sulle rogatorie internazionali, la depenalizzazione del falso in bilancio, la legge Cirami, il lodo Schifani, il decreto salva Rete 4, la legge Gasparri, il condono edilizio nelle aree protette, la legge ex Cirielli, la legge Pecorella, il lodo Alfano, la Tremonti bis, il decreto salva-calcio, il condono "tombale", l’incentivo per l'acquisto del decoder, ed infine l’aumento dal 10 al 20% dell'IVA sui servizi di tv a pagamento.

 
29/09/2010 - Binetti e intenzione voto (Silvio Riva)

Opinioni democraticamente rispettabili, ma, a mio parere, aria fritta. Si parla di enunciazioni da parte del governo prive di riscontri concreti, ma si risponde con proposte di interventi prive di passi concreti in relazione alle disponibilità finanziarie presenti. Non ricordo grandi cose fatte dai governi di sinistra, PRIMA della attuale crisi, per i settori che stanno a cuore alla Binetti.