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SCENARIO/ 2. La crisi Fini-Berlusconi? È la vendetta del porcellum

Pubblicazione:venerdì 3 settembre 2010

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

 

Di qui, per l’appunto, la peculiarità della crisi politica apertasi in questi giorni. Una crisi derivata anche dai riscontrati limiti del sistema elettorale e partitico sorto sulla base della legge elettorale del 2005; dunque, una crisi destinata inevitabilmente a riproporsi nella prossima legislatura, ove mai il Parlamento sia incautamente sciolto in assenza di una nuova legge elettorale, quantomeno correttiva di quella in vigore. Ecco perché questa volta le valutazioni del Presidente della Repubblica non dovranno solamente farsi carico del «se» e del «come» impedire lo scioglimento anticipato delle Camere; dovranno altresì occuparsi della nuova e cruciale questione riguardante il «come» evitare che per la terza volta una prossima legislatura possa essere traumaticamente interrotta per il riproporsi delle medesime cause strutturali.

 

 Che la politica torni alla politica e che il sistema elettorale sia incentrato sul «fattore umano». Queste sono le urgenze ineludibili che il Presidente della Repubblica è chiamato a favorire, sia pure attraverso un eventuale governo di transizione («tecnico» «politico» che sia), pena la definitiva dissoluzione del regime parlamentare e della credibilità delle regole della convivenza civile del Paese.

 

 



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