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FEDERALISMO/ Ecco perchè le regioni "virtuose" tengono tutti col fiato sospeso...

Pubblicazione:giovedì 30 settembre 2010

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Dopo il decreto sul cosiddetto federalismo demaniale e quello attuativo del Capo III della legge 42/2009, sul federalismo fiscale per comuni e province, il Governo si appresta ad approvare il decreto legislativo sui costi standard in sanità.

 

La bozza, che da alcuni giorni è stata fatta circolare dal Governo, dà parziale attuazione a quanto previsto dal quinto comma dell’art. 2 della legge 42, affrontando il tema dei costi standard in sanità, ma tralasciando completamente il tema della standardizzazione dei costi per quanto riguarda le altre materie riferibili alla lettera m) dell’art. 117 della Costituzione (assistenza e istruzione) e alla spesa in conto capitale per il trasporto pubblico locale (v. artt. 8 c. 3 e 9, c. 1 lett. f) della legge 42), che dunque dovranno essere affrontati con successivi decreti, previa puntuale definizione dei livelli essenziali di prestazioni (LEP) da finanziare.

 

Per giungere alla formulazione del decreto sui costi sanitari, è stato invece possibile partire da una già avvenuta e consolidata definizione dei livelli essenziali di assistenza e da un avanzato sistema di monitoraggio dei costi e delle prestazioni, messo a punto dal Tavolo di monitoraggio della spesa sanitaria, istituito dal primo Patto della salute, che ha portato negli ultimi anni ad una sostanziale omogeneizzazione della rappresentazione contabile della spesa sanitaria nelle diverse regioni, pur rimanendo alcune significative asimmetrie informative fra diverse aree del Paese.

 

Il confronto sulla bozza inizierà in Conferenza delle Regioni nei prossimi giorni, per giungere ad un immediato incontro con il Governo, perché è evidente che su un tema così delicato è necessario arrivare ad una condivisione ampia, per evitare traumatiche lacerazioni nel Paese e fra istituzioni.

 

Mi sembra che il testo messo a punto dal Governo, pur necessitando di precisazioni e integrazioni, rappresenti una corretta e realistica base di confronto, sostanzialmente in linea con principi che nei diversi Patti per la salute sottoscritti negli ultimi anni hanno trovato una ampia condivisione.

 

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