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SCENARIO/ Fini lancia il "patto a tre". Con un occhio alle elezioni...

lunedì 6 settembre 2010

Quali sono le vere novità dette da Gianfranco Fini a Mirabello? Non stanno nella sostanza, che era nell’aria. Il Pdl è finito, secondo l’ottica finiana: il sogno liberale è svanito, tradito da Silvio Berlusconi. Essendo una realtà morta, il Pdl non è in grado di riassorbire i gruppi di Futuro e libertà, che si avviano a coagularsi sotto forma di un partito o quantomeno di un movimento autonomo. Questo movimento chiederà un patto di legislatura a tre fra Pdl, Lega e appunto Fli. E nemmeno questa è una novità, perché negli ultimi giorni perfino un falco come Vittorio Feltri e uno stretto amico di Berlusconi come Fedele Confalonieri ammettevano che l’unica alternativa alle elezioni anticipate era la stipula di un nuovo accordo a tre. Finché dura.

 

Il principale contributo di chiarezza che viene da Mirabello sta nell’assicurazione finiana che Fli resta ancorato a destra. Il che significa niente «ribaltoni o ribaltini», niente terzo polo con Casini e Rutelli (anche se Fini ha invitato a guardare con attenzione alle proposte programmatiche dei centristi), ma piuttosto che la neonata formazione continuerà a rodere come un tarlo il tronco pidiellino. Critiche costruttive, ha detto Fini. Ma feroci.

 

Ed eccoci alla vera novità di Mirabello. Cioè i toni, l’atteggiamento complessivo di Fini. Un politico freddo, un calcolatore privo di emozioni che non parlava da mesi e ieri si è fatto prendere la mano dal risentimento e dal rancore. Sarà stata la pressione mediatica, il peso del prolungato silenzio, la presenza in prima fila della compagna Elisabetta Tulliani, del fratello e della cognata. Fatto sta che Fini il freddo è diventato Fini lo spietato.

 

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COMMENTI
07/09/2010 - Il popolo non è suddito (Salvatore Ragonesi)

I punti più alti e qualificanti del discorso di Fini a Mirabello mi sembrano francamente altri, e precisamente quelli nei quali si dice che "governare non è comandare" e che "il popolo non è suddito". Il resto mi interessa di meno, giacché ha una valenza politicistica. Fini ha dimostrato di aver assimilato molti passaggi cruciali della storia nazionale e di aver appreso la grande lezione liberale, che dovrebbe valere per tutti,destri e sinistri. Nessuno si potrebbe permettere il lusso di comandare dispoticamente, anche(e soprattutto) se dispone di mezzi consistenti, di giornali e di televisioni, e nessuno può pensare di essere proprietario di un partito e controllore di parlamentari e magistrati. Il sistema liberale non lo consente. E il popolo,evocato ogni momento per la sua sovranità, non può essere espropriato del diritto fondamentale di scelta dei suoi rappresentanti, come avviene invece con il "porcellum". Fini non l'ha detto, ma anche la Sinistra ha avuto le sue colpe nella costruzione dell'attuale legge elettorale, che è concausa del disastro morale e istituzionale. Egli inoltre ha smascherato coraggiosamente il volto demoniaco del potere ed ha svelato agli italiani di cosa è fatto il consenso cosiddetto democratico e come funziona il potere del Capo di partito e di azienda. Sbaglia però a volere uno spazio di immunità per il Presidente del Consiglio. L'etica della responsabilità personale e dell'uguaglianza della cittadinanza va rispettata con coerenza, senza privilegi per nessuno.

 
07/09/2010 - L'ansia a orologeria per l'onestà (Franco Labella)

L'analisi di Fanna tende a mettere l'accento sull'atteggiamento non del Fini politico ma del Fini astioso ed incollerito per ragioni personali. Insomma la spiegazione di quanto accade sulla base del "non si prendono e, forse, non si sono mai presi" riferita a Berlusconi e a Fini. C'è poi un lettore che ha l'ansia di sapere se Fini è onesto per giungere alla conclusione che, probabilmente, a suo giudizio, Fini predica bene e razzola male. Posso far notare che sia la prima che la seconda linea interpretativa eludono il piccolo particolare che è solo nel momento in cui si è differenziato dal Capo che sono cominciate tutte queste preoccupazioni sul Presidente della Camera? L'affaire Montecarlo non è scoppiato a luglio, a luglio è cominciata la bagarre giornalistica di Giornale e Libero. Prima non se ne sono minimamente occupati. E se della casa di Montecarlo è giusto interessarsi, lo è molto meno dei trascorsi sentimentali di Elisabetta Tulliani. Non era gossip tutto ciò? Le indagini minuziose su come vivesse Elisabetta Tulliani prima di conoscere Fini fanno il paio con la foto di Veronica Lario a seno scoperto (pubblicata in prima pagina se non ricordo male da Libero) mentre recitava, anni fa, ma riesumata solo dopo la richiesta di separazione dal "frequentatore di minorenni". Insomma il moralismo ad orologeria che scoppia quando qualcuno si mette di traverso ai voleri del Capo. Un po' sospetta come tempistica. O no? Un po' semplicistico, perciò, parlare di astio e livore. O no?

 
06/09/2010 - Signor Ferraro (Giuseppe Crippa)

Gentile signor Ferraro, se nella Sua indagine è arrivato alla III carica dello Stato, di certo si sarà già kantianamente chiarito le idee sulla II. Cosa pensa dunque dell’onestà dell’on. Schifani, siciliano come Lei?

 
06/09/2010 - Signor Crippa (celestino ferraro)

Si tenga forte, saldo, seduto? Non sono iscritto ad alcun partito. Di An non può fregarmene di meno, ma del presidente della Camera no, ho il diritto di sapere se è un profittatore e se millanta una virtù che non possiede: la coscienza kantiana. Berlusconi? Me lo dicono da 15 anni che è un disonesto, non mi meraviglio di tutte le infamie che lo coprono, ma di Fini VOGLIO sapere se è onesto. Ma non per me, per la III carica dello Stato, elargita con grande nonchalance. Sono fatti miei, ed anche suoi.

 
06/09/2010 - FINI E' INNAMORATO (GIUSEPPE PIGLIAPOCO)

Tutto è iniziato quando Fini , da intercettato e parlando con l'inquisitore ha scelto Spatuzza a Silvio convinto che anche il popolo avrebbe scelto Spatuzza(0 Barabba)ma c'era già di ben altro dopo che i coordinatori PDL hanno detto no alla Tulliani per le elezioni Europee .Quando sarà , Fini manderà la Tulliani alle Europee ? Se fossi un allenatore di una squadra politica proverei a piazzare ALFANO alla Presidenza del Consiglio , SILVIO agli Esteri e Frattini alla Giustizia per vedere come andranno le cose.Silvio sino ad oggi è stato bravo nel cercare di circondarsi di persone che hanno avuto la capacità di farsi strada a livello internazionale e quindi di diventare Statisti . Chi non è uno statista rimane un politicante.Gli è andata male con Fini e Casini. Ora bisogna portare nel silenzio mediatico la questione Fini ; la stessa sbollirà piano piano. Nulla di preoccupante ;Fini è innamorato e bisogna dargli tempo.

 
06/09/2010 - A margine di un comunque bel discorso… (Giuseppe Crippa)

Mi sono convinto che il signor Celestino Ferraro sia da anni un iscritto ad Alleanza Nazionale: solo così mi posso spiegare il suo costante interesse per l’appartamento di Montecarlo dato in eredità al Partito e successivamente venduto. In qualità di iscritto al suddetto partito il signor Ferraro sarebbe “parte lesa” e quindi il suo interesse ben comprensibile. Ovviamente lo stesso vale per quanti leggono di questi tempi Il Giornale e Libero. Non tornasse il conto degli iscritti e dei lettori, non mi resterebbe che esclamare: “Ma quanta gente non si fa i fatti suoi…!”

 
06/09/2010 - "REPUBLICAM GUBERNARE" (celestino ferraro)

«REPUBLICAM GUBERNARE» “Il primo dovere è quello di governare” … afferma Fini con ostentata enfasi: infatti! È proprio per governare che ci si rivolge al sovrano – il popolo – perché scelga le ragioni di coloro che vogliono governare: si chiama DEMOCRAZIA. Ha il coraggio di pretendere una legge elettorale che consenta al cittadino elettore di scegliersi l’eletto, ma ha anche la furbizia di recitare il “mea culpa” per aver, egli, voluto e votato il “porcellum”. Ma, di Montecarlo, nessuna notizia: s’insiste con l’omertà. Per il resto, un pot-pourri di concetti triti e ritriti: vacui e monotoni, ma sempre la favola dello scorpione e la rana. Ci si sarebbe potuti anche assopire: patetico e prolisso. Celestino Ferraro

 
06/09/2010 - L'ARETALOGO DI MIRABELLO (celestino ferraro)

L'ARETALOGO DI MIRABELLO Fu Plozio Crispino a essere definito ARETALOGO (un filosofo chiacchierone dei tempi di Orazio - "cianciatore di virtù"). Sarà che il FINUS MIRABELLENSIS, ha molto del filosofo Crispino: chiacchierone virtuoso. Ma ho scavato a tempo perso nelle mie reminiscenze liceali, perché non era necessario che arrivassi a Crispino per esaltare una virtù decadente del nostro maestro di "FINIZZE". I savonaroliani erano detti "piagnoni": predicavano bene, e razzolavano male (Savonarola fu messo al rogo). Tutti a Montecarlo! là c'è Casino (Casini no, né Rutelli), alla roulette può anche scapparci un en plaine: trentasei volte la posta. Magari mi finanzio l’acquisto di una casetta nel principato monegasco. Celestino Ferraro

 
06/09/2010 - Fini Berlusconi giornalisti ecc. (Diego Perna)

Nei film ci sono sempre i buoni e i cattivi e ogni regista non fa quasi mai nascere i dubbi su chi siano gli uni e gli altri. Nel mondo reale, dove gli interessi sono sempre la prima cosa che spinge a muoversi, ciò non è mai chiaro sino in fondo, così saltando a pie pari quanto non è conforme alla ns coscienza d'uomini , ci si schiera con uno o con l'altro. Chi mi fa più antipatia è chi riesce saltando ancora più lungo, a dire sempre chi sono i buoni e chi i cattivi, anche se lo fra tra le righe o anche sopra di esse, e sempre per un interesse o una comodità personale. Insomma io, mi sono rotto le scatole, anche di tutti quelli che di queste cose scrivono per mestiere.